"La movida è un valore quando significa incontro, socialità e crescita. Diventa un problema quando si trasforma in un contesto in cui qualcuno pensa di poter mettere a rischio la vita degli altri senza alcun rispetto per le regole".
“Le immagini di quanto accaduto nella notte a Taormina sono inquietanti e non possono lasciare indifferenti. Come sindaco e come genitore provo sconcerto per un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Chi ha compiuto quel gesto deve essere individuato e perseguito con la massima severità”.
Così il sindaco di Taormina Cateno De Luca interviene sul grave episodio verificatosi all’uscita di un locale della città.
“Ma sarebbe riduttivo fermarsi alla ricerca del responsabile. Quanto accaduto deve spingerci a riflettere su un fenomeno che ormai attraversa molte realtà italiane. Sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza improvvisa, comportamenti irresponsabili e totale disprezzo per l’incolumità altrui nei luoghi del divertimento e della socialità giovanile“.
“Non è un problema di una città o di un territorio. È una questione che riguarda l’intero Paese e che merita di essere affrontata senza ipocrisie“.
“Servono controlli, serve la presenza dello Stato e servono pene certe. Ma serve anche il coraggio di guardare più in profondità. Dietro questi episodi si intravedono forme di disagio giovanile, perdita di riferimenti educativi e una crescente incapacità di percepire le conseguenze delle proprie azioni”.
“Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che accade qualcosa di grave. Occorre investire nella prevenzione, nell’educazione, nei luoghi di aggregazione sana e nella costruzione di una cultura del rispetto”.
“La movida è un valore quando significa incontro, socialità e crescita. Diventa un problema quando si trasforma in un contesto in cui qualcuno pensa di poter mettere a rischio la vita degli altri senza alcun rispetto per le regole. Da Taormina vogliamo lanciare un messaggio chiaro: non serve soltanto indignarsi. Serve comprendere, prevenire e agire. Perché ciò che è accaduto qui potrebbe accadere in qualsiasi città italiana e nessuna comunità può permettersi di considerarsi immune da questo fenomeno“.