Sarà presentata alla stampa venerdì 18 settembre alle ore 10.00, nella Sala della notte del Palazzo della Cultura, la quinta edizione del Fringe Catania Off International Festival, ideato e diretto da Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, e che dal 15 al 25 ottobre 2026 tornerà a trasformare Catania in un grande palcoscenico diffuso.
L’edizione fa parte del Network Fringe Italia OFF insieme al Fringe Milano OFF, che quest’anno festeggia il decimo anno dalla fondazione.
L’essenza del Fringe sta nella sua unicità come progetto culturale e circuito professionale. Non è soltanto un festival che ospita spettacoli, ma una piattaforma capace di mettere in relazione attori, compagnie, autori, registi, operatori e direttori artistici, creando occasioni che possono rappresentare un vero punto di partenza per nuovi percorsi.
Partecipare al Fringe significa infatti non soltanto andare in scena davanti a un pubblico, ma anche entrare in un circuito, essere osservati, incontrare professionisti del settore e avere la possibilità di essere selezionati per altri festival, rassegne e teatri. In questo senso il Fringe può diventare un vero trampolino di lancio per attori e compagnie, soprattutto per quelle realtà indipendenti che spesso restano fuori dai canali tradizionali della distribuzione teatrale.
È questa una delle caratteristiche che rende il Festival diverso da molte altre manifestazioni: lo spettacolo non si esaurisce con l’ultima replica, ma può continuare altrove, trovare nuovi interlocutori e aprire ulteriori possibilità di circuitazione.
Attraverso il sistema degli Award, il Fringe Italia Off Network e gli incontri con direttori artistici e operatori, il Festival costruisce una rete concreta di opportunità. Un attore può farsi conoscere oltre il proprio territorio, una compagnia può essere invitata in un’altra città, uno spettacolo può trovare una nuova vita su palcoscenici diversi.
A questa funzione di lancio si accompagna un’altra componente fondamentale: la capacità di portare il teatro oltre i luoghi tradizionali.
Teatri e sale, ma anche piazze, strade, locali, spazi recuperati e luoghi non convenzionali entrano a far parte di una vera e propria mappa performativa della città. Il Fringe valorizza il rapporto diretto con il pubblico e la possibilità di trasformare luoghi normalmente estranei allo spettacolo in spazi culturali.
La manifestazione diventa così un laboratorio urbano e artistico nel quale la città incontra il teatro e il teatro incontra la città, ampliando il pubblico e moltiplicando le occasioni di rappresentazione.
Questa filosofia affonda le proprie radici nella storia del Fringe internazionale. Tutto nasce a Edimburgo nel 1947, quando otto compagnie escluse dal programma ufficiale dell’Edinburgh International Festival decisero comunque di esibirsi in spazi alternativi. Da quelle performance “ai margini”, on the fringe, nacque un nuovo modo di intendere il teatro: libero, indipendente, sperimentale e aperto alle contaminazioni.
Da allora il fenomeno Fringe si è diffuso in tutto il mondo, creando una rete internazionale di festival e artisti. Il Fringe Catania Off Festival si inserisce in questa tradizione e ne interpreta pienamente lo spirito: offrire spazio a chi cerca un’occasione, mettere in connessione talenti e operatori, creare possibilità laddove i circuiti tradizionali spesso non riescono ad arrivare.
In Italia il percorso prende forma nel 2016 con il Fringe Milano Off Festival. Nel 2022 nasce il Fringe Catania Off Festival, che porta in Sicilia questa filosofia e costruisce, anno dopo anno, una rete sempre più ampia di relazioni nazionali e internazionali.
È proprio la dimensione internazionale a rappresentare uno degli elementi qualificanti della manifestazione: Catania diventa luogo di incontro tra compagnie italiane e straniere, professionisti dello spettacolo e pubblico, favorendo scambi, contaminazioni e opportunità che possono superare i confini regionali e nazionali.
A latere i progetti speciali, come “lo studente in giuria”, laboratorio per formare critici competenti con circa 300 studenti tra scuole e università.
Il cartellone 2026 prevede oltre 60 spettacoli e più di 240 repliche, con produzioni italiane e internazionali e una proposta che spazia dalla drammaturgia contemporanea al monologo, dal teatro fisico alla stand-up, dalla clownerie alla danza, fino al teatro musicale e agli spettacoli per ragazzi.
Tra i titoli già annunciati figurano “Ho rapito Paolo Mieli”, “Je suis Pascal”, “Cuore Tricolore”, “L’Imperatrice”, “Macbeth Solo”, “Aut Aut”, “Vìtvìt”, “Una Roberta a Parigi”, “Venire meno” e “Replica”.
“Il Fringe nasce per creare connessioni – sottolineano Francesca Vitale e Renato Lombardo –. Un palcoscenico può essere l’inizio di un percorso. L’incontro con un direttore artistico può trasformarsi in una nuova programmazione, una replica può aprire la strada a un’altra città. La forza del Fringe sta proprio nel mettere in movimento gli spettacoli e le persone che li fanno vivere”.
Accanto al cartellone principale torna il Free Fringe, con spettacoli e appuntamenti gratuiti diffusi sul territorio, insieme al Catania Off Lab, che coinvolgerà scuole, associazioni, periferie e giovani, e al Village Off, previsto dal 13 al 25 ottobre a FIRST – Piazza delle Belle, nel quartiere di San Berillo.
Il 14 ottobre, con Catania In, si terrà invece la serata ufficiale di apertura della manifestazione. Si replica al Teatro Stabile, sala Verga, il 20 ottobre, all’apertura della seconda settimana.
Il Fringe conferma così la propria vocazione più autentica: non soltanto mettere in scena spettacoli, ma mettere in moto carriere, relazioni e opportunità. Creare luoghi, pubblico e soprattutto occasioni affinché un artista possa essere visto, riconosciuto e portato oltre il singolo appuntamento.
Perché il Fringe nasce ai margini, ma la sua sfida è sempre la stessa: portare nuovi talenti al centro della scena.
Alla conferenza stampa intervengono con i promotori del Fringe, il sindaco di Catania Enrico Trantino, il direttore della Direzione Cultura del Comune di Catania, Paolo di Caro, il direttore del Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti.






