Davanti a una platea attenta e partecipe, composta dagli alunni delle classi della Scuola Secondaria di I grado "Elio Vittorini", si è tenuta la conferenza dal titolo "Legalità in Dialogo", un incontro ravvicinato con la storia e il valore delle istituzioni che ha avuto come ospite d'eccezione la dottoressa Fiammetta Borsellino
Una mattinata densa di emozioni e di profonda riflessione civile quella che si è svolta oggi, 27 maggio 2026, nell’Aula Magna della Scuola di Formazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, sita in San Pietro Clarenza. Davanti a una platea attenta e partecipe, composta dagli alunni delle classi della Scuola Secondaria di I grado “Elio Vittorini”, si è tenuta la conferenza dal titolo “Legalità in Dialogo“, un incontro ravvicinato con la storia e il valore delle istituzioni che ha avuto come ospite d’eccezione la dottoressa Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio.

L’evento ha avuto inizio in un’atmosfera di grande solennità: tutta la platea si è alzata in piedi per l’esecuzione dell’Inno Nazionale, un momento toccante che ha unito idealmente studenti, docenti e autorità nel segno dell’appartenenza allo Stato e del rispetto per i suoi simboli.
L’incontro rappresenta il coronamento di una virtuosa e sinergica collaborazione nata tra la struttura ospitante della Polizia Penitenziaria e il vicino Istituto Comprensivo. Per la componente scolastica, nell’articolata organizzazione dell’evento, la Dirigente Scolastica è stata attivamente affiancata dalle professoresse Cristina Cuomo e Ester Chiarenza, il cui prezioso lavoro di coordinamento ha permesso di realizzare questa importante alleanza educativa. L’obiettivo condiviso è gettare un ponte tra i giovani del territorio e i presidi di giustizia, offrendo agli studenti una bussola fondamentale per orientarsi nel complesso cammino della cittadinanza attiva e consapevole.
L’appuntamento nasce da un’idea del Direttore della Scuola di Formazione, il dottor Claudio Mazzeo, condivisa con la Dirigente Scolastica, la dott.ssa Giuseppa Centamore. Il legame con Fiammetta Borsellino risale al 2019, quando il Direttore, allora alla guida del carcere di Padova, rimase profondamente colpito dalla sua intensa testimonianza durante un convegno sulla prevenzione. Da lì la scelta di coinvolgerla per offrire agli alunni di San Pietro Clarenza e Camporotondo Etneo un’importante occasione di confronto.
A fare gli onori di casa e a guidare i lavori della giornata sono state le massime autorità delle istituzioni coinvolte. Accanto alla Dirigente Scolastica dell’istituto sono intervenuti il Direttore della struttura ospitante di via dei Papaveri e il Comandante, dottor Alessio Cannatella. La loro presenza ha sottolineato l’unità d’intenti nel voler proteggere, guidare e ispirare le nuove generazioni, ricordando che la lotta alla criminalità e la costruzione di una società più giusta passano inevitabilmente attraverso la cultura e l’educazione dei più giovani.



All’incontro ha preso parte anche una nutrita rappresentanza delle amministrazioni locali, a testimonianza del forte legame tra le istituzioni e le comunità dei ragazzi coinvolti: tra gli ospiti istituzionali erano presenti il Sindaco di San Pietro Clarenza, Vincenzo Santonocito, la Vicesindaca del Comune di Camporotondo Etneo, Maria Anna Saporito, e il consigliere comunale Giuseppe Tripi.


Nel suo discorso, Fiammetta Borsellino ha ricordato che la legalità è un lavoro di squadra. Condividendo i ricordi di giovinezza nella Palermo degli anni di guerra mafiosa, ha descritto il padre come un genitore presente nonostante il pericolo. Dopo la strage di via D’Amelio, avvenuta quando lei aveva 19 anni, la famiglia ha scelto di non chiudersi nel dolore, ma di continuare a studiare e a lavorare. Il suo impegno pubblico è iniziato vent’anni dopo, alla luce delle sentenze che svelavano i gravissimi depistaggi nelle indagini. Borsellino ha quindi ribadito che la vera memoria non è una sterile retorica di targhe o foto, ma coincide con l’ostinata ricerca della verità. Questa spinta la porta oggi nelle scuole e nelle carceri, sul solco del padre che vedeva nella giustizia un’opportunità di cambiamento anche per i detenuti cresciuti nella violenza. Rivolgendosi agli studenti, ha concluso con un forte monito: la cultura è la prima nemica della mafia, la quale si nutre dell’ignoranza dei giovani per attirarli con false promesse di denaro e potere.
Il vero fulcro dell’intero incontro è stato l’interessante dibattito nato subito dopo la testimonianza, alimentato dalle numerosissime domande degli alunni. I ragazzi, con curiosità e maturità, hanno incalzato l’ospite chiedendo approfondimenti sulla sua storia personale, sui concetti di giustizia e sul ruolo dei giovani nella società. Questo scambio diretto e spontaneo ha trasformato la conferenza in un momento di autentico dialogo, dimostrando quanto i temi trattati abbiano fatto presa sulla platea.
Al termine della mattinata, la Dirigente Scolastica Giuseppa Centamore ha espresso profonda soddisfazione, definendo l’iniziativa una pagina di scuola memorabile e significativa. La Dirigente ha lodato la passione con cui Fiammetta Borsellino ha saputo intrattenere i giovani e ha evidenziato l’importanza della partecipazione dei rappresentanti dei genitori. Secondo la dottoressa Centamore, proprio la sinergia tra famiglie, studenti, amministrazioni locali e la Polizia Penitenziaria costituisce un’unione fondamentale per il territorio.
L’incontro si è chiuso con un momento di straordinaria intensità emotiva, che ha rotto il silenzio della riflessione per farsi coro unanime. A conclusione dei lavori, i ragazzi hanno intonato insieme le note de “Il mio canto libero” di Lucio Battisti. Le voci degli studenti, unite in un canto spontaneo e potente, hanno riempito l’Aula Magna trasformando la celebre melodia in un inno generazionale di speranza, riscatto e libertà, siglando nel modo più autentico una giornata che resterà impressa nella memoria civile della comunità clarenzina.
