Misterbianco è “finalmente” città: arrivato il tanto desiderato riconoscimento

Misterbianco è “finalmente” città: arrivato il tanto desiderato riconoscimento

MISTERBIANCO – Giornata epocale ieri per la città di Misterbianco, che per mezzo del decreto emesso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 26 maggio scorso, ha dato alla città misterbianchese il tanto desiderato, ma ancor di più meritato riconoscimento, con l’eccezionale presenza del prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi.

Le origini e l’evoluzione di Misterbianco

Il nome “Misterbianco” deriva dal latino Monasterium Album, un monastero situato a Campanarazzu (un’attuale frazione del comune), intorno al periodo risalente all’eruzione dell’Etna del 1669, anche se si pensa che l’area fosse abitata precedentemente, visto i ritrovamenti risalenti al Neolitico piuttosto che ai monumenti di epoca romana. Successivamente ci fu un nuovo insediamento in Contrada Milicia dagli ultimi decenni del XVII secolo, che pian piano portò alla creazione del centro abitato come lo si conosce.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Misterbianco

 

Il Palazzo del Senato allestito per l’occasione

Il grande “exploit” misterbianchese arrivò con il secondo Dopoguerra, con la crescita dell’area residenziale di tutte le frazioni orientali (Lineri, Poggio Lupo, Serra, Belsito fra le più conosciute), da un lato a causa della crescita di Catania e della rispettiva area urbana, dall’altro l’aumento di insediamenti imprenditoriali e commerciali su Misterbianco stesso, trasformandosi in un polo di riferimento per tutta la zona.

Nota fondamentale che lo stemma e il gonfalone comunale furono emessi con decreto presidenziale del 19 dicembre 1969 (presidente ai tempi fu Giuseppe Saragat); al suo interno è presente un’aquila, una cometa argentea e l’Etna.

Le istituzioni presenti durante la composizione dell’inno nazionale

Il corso della cerimonia

La cerimonia si è tenuta nei locali della Sala Consiliare di Palazzo del Senato in via Municipio, alla presenza degli esponenti comunali, di molti ed importanti personaggi di spicco delle istituzioni e della società civile, sia misterbianchesi che non; il dibattito in aula è stato moderato dal giornalista Carmelo Santonocito, che ha passato per primo la parola al presidente del consiglio comunale di Misterbianco, il giovanissimo Lorenzo Ceglie, succeduto dai consiglieri comunali Ernesto Calogero e Antonino Anzalone; comune denominatore degli interventi,  è stata la tenacia e la resilienza al tempo stesso,  espressa nel corso dei decenni da parte della comunità, che hanno portato ai floridi risultati attuali. La conclusione è avvenuta con gli interventi del prefetto Maria Carmela Librizzi e del sindaco Marco Corsaro, che poi hanno proceduto per la consegna del decreto originale che riconosce Misterbianco come “città“.

Il prefetto e il sindaco successivamente hanno scoperto il nuovo gonfalone, proseguendo per scoprire una lapide esterna presente sulla parete del palazzo stesso, già adornato di bandiere e drappi; nel versante di piazza Giovanni XXIII per l’occasione si è terminato con un concerto di un’orchestra di fiati diretta da Emanuele Mirulla.