Il vicepresidente vicario del Consiglio comunale interviene sulla segnalazione relativa alla società partecipata: “Nessuna accusa preventiva, ma quando si amministrano risorse della collettività non possono esserci zone d’ombra”. A giorni l’istanza di accesso agli atti
“Siano gli atti a parlare. Non servono accuse preventive, ma chiarezza e trasparenza sono imprescindibili quando si tratta di una società interamente pubblica e di risorse che appartengono alla collettività”. Così il vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania, Riccardo Pellegrino (esponente di Sud chiama Nord) e componente della 2ª Commissione Consiliare Permanente, interviene sulla vicenda che riguarda Catania Rete Gas S.p.A., dopo la segnalazione relativa a presunti utilizzi non conformi di risorse aziendali da parte di amministratori della partecipata.
Una questione sulla quale Pellegrino ritiene necessario evitare tanto conclusioni affrettate quanto sottovalutazioni.
“Non sappiamo se quanto segnalato corrisponda al vero e proprio per questo ritengo doveroso verificare – afferma Pellegrino –. Una segnalazione non può trasformarsi automaticamente in una sentenza, ma non può neppure essere ignorata quando riguarda la gestione di risorse di una società interamente partecipata dal Comune. I cittadini hanno diritto a risposte chiare e documentate”.
La missiva relativa alla questione – firmata da un certo Saretto Falsaperla – porta data 20 giugno 2026, ed aveva per oggetto una “Segnalazione circostanziata di possibili irregolarità nell’utilizzo di risorse aziendali presso società a totale partecipazione pubblica”. La lettera è stata indirizzata, tra gli altri, al sindaco, al segretario generale, al presidente del Consiglio comunale, all’assessore alle Partecipate e al Bilancio, alla Seconda Commissione consiliare e ai gruppi politici presenti a Palazzo degli Elefanti.
Nel documento vengono rappresentate circostanze relative a presunti utilizzi non conformi di risorse aziendali. Si tratta, è necessario ribadirlo, di elementi contenuti nella segnalazione e non di fatti accertati.
“Le società Partecipate devono rispettare rigorosamente i principi di integrità, economicità, efficienza e trasparenza – prosegue Pellegrino – perché amministrano risorse che, direttamente o indirettamente, appartengono alla collettività. Chiedere di verificare non significa accusare qualcuno: significa tutelare i cittadini, i lavoratori, l’azienda e gli stessi amministratori”.
Pellegrino annuncia quindi un passaggio concreto: nei prossimi giorni presenterà un’istanza di accesso agli atti per acquisire la documentazione utile a fare chiarezza sulla vicenda.
“Intendo esercitare pienamente le prerogative che il mio ruolo istituzionale mi attribuisce. L’accesso agli atti è uno strumento di controllo democratico e, di fronte a dubbi che riguardano una società pubblica, ritengo sia mio dovere utilizzarlo. Non cerchiamo polemiche: cerchiamo documenti, numeri e risposte”.
L’istanza sarà presentata nell’ambito delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali dall’articolo 43, comma 2, del decreto legislativo 267/2000.
L’obiettivo, sottolinea il vicepresidente vicario del Consiglio comunale, è arrivare a una verifica documentale che possa confermare o smentire le circostanze rappresentate nella segnalazione, evitando processi sommari e salvaguardando anche l’immagine dei lavoratori di Catania Rete Gas.
“Se quanto segnalato non troverà alcun riscontro, saranno gli atti a dimostrarlo e ogni dubbio potrà essere definitivamente fugato. Se, invece, emergeranno delle criticità, saranno gli organismi competenti a valutarle. È esattamente per questo che serve trasparenza. Su una società che appartiene interamente al Comune di Catania non possono esistere zone d’ombra – conclude Pellegrino –. La trasparenza non è un attacco contro qualcuno, ma una garanzia per tutti. Presenterò l’accesso agli atti perché su questa vicenda si faccia piena luce e siano i documenti, non le polemiche, a dare le risposte che la città merita”.