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07.05.2016

Amt ferma al capolinea, previsti due piani di risanamento per scongiurare il tracollo

di Marco Bua
Amt ferma al capolinea, previsti due piani di risanamento per scongiurare il tracollo

CATANIA – Due piani per salvare l’Amt, il secondo, il classico piano “B”, solo eventuale se qualcosa dovesse andare storto.

Proprio ieri si è tracciata la linea guida che – secondo gli auspici dei vertici dell’azienda, Lungaro e Barbarino, delle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Ugl Trasporti, Uil Trasporti e dell’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando – dovrebbe risollevare le sorti della partecipata.

Il primo piano d’azione prevederebbe un piano di risanamento con il pieno coinvolgimento della Regione che, come primo step, dovrebbe riconoscere i chilometri già percorsi dai mezzi in dotazione all’Amt per i 6,9 milioni già promessi (L’Amt ne chiese 8,6 ndr).

Se l’impegno non dovesse essere rispettato subentrerebbe il piano “B”, di certo non il migliore.

A quel punto, infatti, il comune, socio unico dell’Amt, sarebbe costretto a procedere con consistenti tagli delle linee e del personale addetto. Potrebbe essere necessario, onde evitare i licenziamenti (quantomeno in prima battuta), sottoscrivere contratti di solidarietà o accedere agli ammortizzatori sociali, magari a rotazione.

In tale ipotesi, tra gli oltre 700 dipendenti dell’azienda, circa 150 risulterebbero in esubero, con possibili ripercussioni negative sul loro futuro, oltre che su quello dell’azienda stessa che, a quel punto, rischierebbe seriamente il tracollo.

È evidente che l’Amt non navighi in buone acque e a confermarlo è proprio Barbarino che, al’incontro di ieri ha anticipato che “potrebbero concretizzarsi ipotesi di drastici tagli al servizio con gravissime ricadute sugli attuali livelli occupazionali”.

Excusatio non petita o inevitabile percorso naturale?

20:12