"Incomprensibile è il silenzio del sindaco di Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori"
La decisione di Pfizer di licenziare 330 lavoratori, ai quali se ne aggiungono altri 40 somministrati tramite Randstad, molti dei quali impiegati nello stabilimento da circa dieci anni, ha generato comprensibili preoccupazioni. Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici e CISAL parlano chiaro: “quanto accaduto è inaccettabile e sarà contrastato con ogni iniziativa sindacale“.
“Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro”. Questo è quanto esposto dalle organizzazioni sindacali, che si sono riunite questa mattina nella sede della UGL di Catania. Presenti all’incontro: Carmelo Giuffrida e Angelo Mirabella (UGL Chimici), Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL), Mimmo D’Antone e Alfio Avellino (Uiltec UIL), e Giuseppe La Mendola (CISAL).
La linea decisa è di mobilitazione dura e immediata. Il 9 luglio è convocata un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento; il 17 luglio si terrà un sit-in davanti ai cancelli della Pfizer; il 22 luglio, in occasione del tavolo ministeriale, sarà proclamato lo sciopero con manifestazioni a Catania e a Roma, dove una delegazione di lavoratori raggiungerà il Ministero.
Richieste le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso. “La gestione degli ultimi anni ha prodotto soltanto un progressivo ridimensionamento del sito, fino alla chiusura del Penicillinico e agli annunciati licenziamenti. Chi ha contribuito a questo fallimento industriale deve assumersene la responsabilità“, dichiarano i sindacati.
Inaccettabile è anche l’impassibilità della politica, secondo i sindacati, che dichiarano: “Prendiamo atto della richiesta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di un intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma adesso servono fatti. Incomprensibile è il silenzio del sindaco di Catania, Enrico Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città“.
“Non permetteremo che una multinazionale presente a Catania dal 1959 abbandoni il territorio lasciando centinaia di famiglie senza reddito e un altro vuoto industriale. Da oggi la risposta dei lavoratori sarà unitaria, determinata e visibile in ogni sede“, così concludono i sindacati.