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19.07.2026

Cinema indipendente e impegno sociale, il III Memorial Iuvara incorona i vincitori

di Modestina Sapia | 6 min di lettura

Il Primo Premio Assoluto è stato assegnato a Stai fermo lì di Clementina Speranza, che ha saputo conquistare e commuovere la platea con la sua potente denuncia sui diritti umani negati. Il prestigioso Premio della Critica, patrocinato da GAEditori, è andato invece a Embrasse moi di Hristo Todorov, premiato per l'originalità e la delicatezza tecnica nel trattare l'intimità e la connessione umana

Cinema indipendente e impegno sociale, il III Memorial Iuvara incorona i vincitori
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Si è svolto ieri sera, nella gremita sala della Delegazione Comunale di Massannunziata (Ex Villa Buscemi), il gran finale del III Memorial Piero Iuvara – Short Film Fest. L’evento, guidato dalla regia tecnica di Giuseppe Reina, ha registrato un grande successo di pubblico, confermandosi come un incontro intimo e caloroso tra amici, istituzioni e professionisti del settore, tutti uniti nel segno del cinema indipendente e del ricordo dell’artista catanese scomparso.

Un festival nel segno dell’eclettismo di Piero

La terza edizione del festival è stata interamente dedicata ai cortometraggi per riflettere la natura poliedrica di Piero Iuvara che, oltre a essere giornalista, scrittore e poeta, fu anche un appassionato sceneggiatore cinematografico. I presentatori della serata – Concetto Sciuto, Francesca Calì e Valentina Carmen Chisari – hanno introdotto l’evento evidenziando come la kermesse sia nata proprio per cambiare pelle rispetto all’anno precedente, esplorando così nuovi linguaggi artistici. La presidente dell’Associazione Culturale Mascalucia Doc, Francesca Calì, ha espresso grande soddisfazione per aver portato il festival a Mascalucia, ringraziando la famiglia Iuvara per l’opportunità e l’amministrazione comunale per il patrocinio e la concessione gratuita dei locali. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche ad Antonello La Piana e Gaetano Amoruso di GAEditori, sponsor della manifestazione e promotori del Premio della Critica.

Fare rete: il lavoro organizzativo e la giuria d’eccellenza

La macchina organizzativa si è messa in moto fin da gennaio, trovando nella giuria tecnica un supporto fondamentale non solo per la selezione delle opere, ma anche per la gestione degli aspetti regolamentari e dei formati d’invio di tutti i lavori ricevuti. Sul palco sono stati così accolti i preziosi componenti della giuria, professionisti di altissimo livello che hanno arricchito la serata con riflessioni e ricordi personali. Tra loro il veterano Nello Pappalardo, grande amico di Piero Iuvara ed esperto di cinema e teatro al fianco di Pippo Fava, oltre che presidente della manifestazione State Accorti. Pappalardo ha voluto ricordare pubblicamente la bonomia e la grande educazione che contraddistinguevano l’artista scomparso. Insieme a lui, la regista, sceneggiatrice e conduttrice Lavinia Zammataro, autrice del pluripremiato e celebre cortometraggio Salanitro, e il regista Salvo Campisano, reduce dal grande successo del film Il capo del mondo, balzato al terzo posto tra i titoli più visti su Amazon. Campisano si è detto onorato di poter rendere omaggio a Iuvara, sottolineando l’orgoglio di partecipare a occasioni di condivisione artistica così importanti per la crescita personale e collettiva.

I ricordi intimi della famiglia

Il momento più toccante della manifestazione ha visto protagoniste la moglie dell’artista, Mary Lanzafame, e la sorella, Maria Iuvara. Nei loro interventi hanno tratteggiato il profilo umano e la straordinaria urgenza creativa di Piero, ricordando la sua abitudine di svegliarsi in piena notte per dare forma a idee che spaziavano dalla poesia al teatro. La sorella Maria ha inoltre condiviso la sorpresa nello scoprire la vastità e la fluidità della produzione letteraria del fratello, sottolineando la felicità della famiglia nel vedere il suo sapere trasmesso ai giovani autori attraverso la scelta del cortometraggio.

Mary Lanzafame, moglie di Piero Iuvara
Maria Iuvara, sorella di Piero Iuvara

Gli ospiti della serata

A impreziosire ulteriormente il programma della manifestazione sono intervenuti autorevoli ospiti del panorama artistico e teatrale. Sul palco è stato accolto Franco Torrisi, esponente della realtà “Teatro per passione”, che ha portato la propria testimonianza sull’importanza del teatro e della recitazione nel territorio. Grande interesse ha suscitato anche l’intervento dell’attore Aldo Toscano: per l’occasione è stato proiettato l’atteso trailer di Sulfurd Road, pellicola cinematografica che lo vede tra i protagonisti e che ha catturato l’attenzione della platea.

Le cinque opere in gara: storie di conflitti, memoria e diritti umani

La serata è entrata nel vivo con la proiezione integrale dei cinque cortometraggi finalisti, tutti caratterizzati da una forte impronta sociale e capaci di suscitare profonde riflessioni nel pubblico e nei registi stessi:

  • I Miricani (Regia di Dan Strano): ambientato in Sicilia il 7 ottobre 1943 durante l’Operazione Husky, racconta di un plotone delle Forze Alleate impegnato in un pesante scontro a fuoco contro i soldati dell’Asse in cui la fine sembra inevitabile, fino a un risvolto inaspettato. Il regista ha spiegato che il film, anziché spettacolarizzare la distruzione, vuole essere una critica alla genialità distruttiva dell’umanità e un invito a riflettere su cosa rischiamo di rovinare anche nei nostri conflitti quotidiani.
  • La fame negata (Regia di Francesco Maricchiolo): dipinge il ritratto di un’anima solitaria impossibilitata a nutrirsi d’amore attraverso la figura di Orazio Di Grazia, il leggendario “vecchietto con la bicicletta” della cultura popolare catanese. Concetto Sciuto ha ricordato con commozione il personaggio, mentre il regista ha definito la storia profondamente “emozionante”, auspicando che possano esistere ancora oggi simili e viscerali forme d’amore.
  • Stai fermo lì (Regia di Clementina Speranza): un documentario incentrato sulla storia di Babak Monazzami, un giovane persiano, nato con l’esigenza di denunciare la violazione dei diritti umani. La regista, che ha portato in sala i saluti del protagonista bloccato in Germania dalle lungaggini burocratiche, ha sottolineato quanto l’opera continui a emozionarla, specialmente nel passaggio in cui Babak rifiuta lo status di rifugiato politico, spingendo il pubblico a immedesimarsi nel dramma di chi non può più fare ritorno a casa.
  • Embrasse Moi (Regia di Hristo Todorov): racconta l’incontro fulmineo per un appuntamento di sesso tra il giovane Alex e l’affascinante Philippe che prende una piega totalmente imprevista. Il regista ha spiegato che la scelta di focalizzare il film sull’intimità del bacio nasce da un’esperienza personale e dal desiderio di mostrare la bellezza e la rarità di una connessione così semplice ma profonda tra due persone.
  • Un Reve a Versailles (Regia di Serena Viviani Siclari): l’opera della regista, sceneggiatrice e costumista segue le vicende di Catherine, una giovane costumista che scopre in un negozio di antiquariato un’antica spilla appartenuta a un misterioso duca della corte di Luigi XIV. Mentre lavora nel suo atelier alla creazione di un abito d’epoca, la donna si addormenta, dando inizio a un suggestivo viaggio onirico.

Il verdetto finale: i vincitori

Al termine delle proiezioni e dopo l’atteso spoglio delle schede, la media ponderata tra le valutazioni della giuria d’eccellenza e le preferenze espresse in tempo reale dal pubblico in sala ha decretato i trionfatori della terza edizione.

Il Primo Premio Assoluto è stato assegnato a Stai fermo lì di Clementina Speranza, che ha saputo conquistare e commuovere la platea con la sua potente denuncia sui diritti umani negati. Il prestigioso Premio della Critica, patrocinato da GAEditori, è andato invece a Embrasse moi di Hristo Todorov, premiato per l’originalità e la delicatezza tecnica nel trattare l’intimità e la connessione umana.

Tra gli applausi scroscianti del pubblico, il Memorial Piero Iuvara si congeda da Mascalucia confermandosi un presidio culturale d’eccellenza, capace di trasformare il ricordo affettuoso di un artista locale in una vetrina internazionale per il cinema d’impegno civile.

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