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18.09.2026

Corruzione alla Motorizzazione di Palermo, Pizzuto si dimette

di Redazione | 2 min di lettura

L'ormai ex direttore della motorizzazione ha detto di essere in grado di spiegare l'origine dei 5.500 euro trovati dagli inquirenti.

Corruzione alla Motorizzazione di Palermo, Pizzuto si dimette
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Dopo l’arresto con l’accusa di corruzione e la concessione degli arresti domiciliari, Angelo Pizzuto lascia la guida della Motorizzazione e prepara la propria linea difensiva.

Al centro della vicenda ci sono i 5.500 euro in contanti trovati dagli investigatori durante la perquisizione. Secondo la tesi accusatoria, quella somma sarebbe stata consegnata dal responsabile di alcune scuole guida, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, per ottenere un trattamento di favore nei confronti di alcuni candidati agli esami per la patente.

Pizzuto, attraverso i suoi legali, contesta questa ricostruzione e sostiene che il denaro avrebbe una provenienza diversa e pienamente spiegabile.

Le dimissioni dalla Motorizzazione

Il dirigente ha incontrato i suoi avvocati, Roberto Tricoli e Massimiliano Miceli, e ha formalizzato le dimissioni dall’incarico ricoperto dal primo gennaio dello scorso anno.

Una decisione che, secondo quanto spiegato dai difensori, sarebbe stata assunta «per non intralciare il lavoro dell’ufficio e le indagini della Procura».

Pizzuto si trova attualmente agli arresti domiciliari e attende il prossimo passaggio giudiziario, fissato per lunedì.

Il nodo dei 5.500 euro

La difesa intende concentrare l’attenzione soprattutto sulla busta contenente i 5.500 euro, elemento considerato centrale dagli investigatori.

Secondo l’accusa, il denaro rappresenterebbe il corrispettivo di un presunto favore legato agli esami per il conseguimento della patente.

Di diverso avviso Pizzuto, che attraverso i propri avvocati sostiene di poter ricostruire la provenienza della somma e si dice «fermamente convinto di poter dimostrare la correttezza del suo operato».

Per il momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’origine del denaro.

Lunedì l’udienza davanti al gip

Il prossimo appuntamento sarà dunque davanti al giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare la convalida dell’arresto e le richieste formulate dalla Procura.

In quella sede Pizzuto potrà fornire la propria versione dei fatti e chiarire, attraverso la difesa, da dove provenissero i contanti trovati durante la perquisizione.

Sarà inoltre l’occasione per entrare nel merito degli elementi raccolti dagli investigatori e della ricostruzione prospettata dall’accusa.

Come previsto dall’ordinamento, le contestazioni formulate nei confronti degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento e vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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