La Squadra Mobile ricostruisce il violento conflitto a fuoco dell'11 giugno. Contestati tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e porto abusivo di armi. Le indagini ipotizzano uno scontro interno al clan Cappello-Bonaccorsi
La Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale di Catania nei confronti di sei persone ritenute coinvolte nel violento conflitto a fuoco avvenuto nella tarda serata dell’11 giugno nel quartiere di San Giovanni Galermo. Cinque sono gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio e porto abusivo di armi e munizioni, aggravati dal fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan Cappello-Bonaccorsi, mentre un sesto è accusato di favoreggiamento.
L’operazione, eseguita il 26 giugno, ha portato alla cattura di quattro indagati in una struttura ricettiva di Floridia, nel Siracusano, e di altri due a Catania.
Le indagini prendono origine dalla sparatoria verificatasi intorno alle 23.50 dell’11 giugno in piazza a San Giovanni Galermo. All’arrivo degli agenti erano già scomparsi tutti i protagonisti della vicenda, ma sul posto sono stati recuperati numerosi bossoli e una pistola abbandonata nei pressi di un campetto di calcio.
Pochi minuti dopo, tre minorenni si sono presentati al Policlinico di Catania con ferite da arma da fuoco in diverse parti del corpo. Uno di loro, colpito più gravemente, è ancora ricoverato all’ospedale Cannizzaro.
Durante il sopralluogo gli investigatori hanno inoltre rinvenuto alcuni scooter, uno dei quali presentava un foro compatibile con l’impatto di un proiettile.
Negli stessi istanti una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha intercettato tre scooter con sei persone travisate e con le targhe occultate. Durante l’inseguimento uno dei passeggeri è caduto dal mezzo e ha tentato di disfarsi di una pistola calibro 9×21, risultata rubata durante un furto in abitazione.

L’uomo è stato inoltre trovato con una rudimentale protezione balistica realizzata utilizzando libri, coperte e nastro isolante, particolare che ha confermato, secondo gli investigatori, la pianificazione dell’azione armata.
L’attività della Squadra Mobile, attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e numerosi riscontri investigativi, ha consentito di ricostruire l’intera dinamica della sparatoria.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, un commando composto da sei uomini a bordo di tre scooter avrebbe raggiunto la piazza aprendo il fuoco contro un gruppo di giovani. Due di questi, anziché fuggire, avrebbero impugnato altrettante pistole rispondendo ai colpi esplosi dagli assalitori.

Durante lo scontro uno dei due giovani armati sarebbe rimasto ferito insieme ad altri due ragazzi, abbandonando poi la propria pistola semiautomatica all’interno del parco prima di essere soccorso.
Le successive indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale e condotte dalla Terza Sezione “Reati contro la persona” della Squadra Mobile, avrebbero consentito di individuare tutti i componenti del gruppo armato.
Secondo l’ipotesi investigativa, ancora nella fase delle indagini preliminari, all’origine della sparatoria vi sarebbe una frattura interna a due diverse componenti del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, per motivi tuttora in corso di accertamento.
Gli investigatori hanno ricostruito anche la fuga del gruppo, che dopo il conflitto si sarebbe nascosto tra Adrano, Siracusa, Giardini Naxos e Catania, contando sull’appoggio logistico di un presunto favoreggiatore incaricato di assistere i componenti del commando durante il periodo di latitanza.
Le attività investigative, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi del traffico telefonico e dichiarazioni testimoniali, avrebbero inoltre documentato il ruolo di un detenuto ritenuto punto di riferimento del gruppo, che avrebbe impartito indicazioni operative anche durante la fuga.
Gli approfondimenti investigativi, svolti anche con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno consentito di localizzare quattro componenti del gruppo in una struttura ricettiva di Floridia, dove sono stati bloccati durante un’irruzione notturna.
Contemporaneamente altri due destinatari del provvedimento sono stati rintracciati a Catania.
Nel corso delle perquisizioni gli agenti hanno sequestrato una pistola calibro 6,35 con cinque cartucce, risultata anch’essa provento di furto, trovata nell’abitazione di uno degli indagati, arrestato anche in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco.
Sono stati inoltre sequestrati uno degli scooter utilizzati durante la sparatoria e diversi telefoni cellulari ritenuti utili alle indagini.
Al termine delle udienze di convalida celebrate a Catania e Siracusa, i Giudici per le indagini preliminari hanno convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per i cinque presunti componenti del commando armato.
Per il sesto indagato, inizialmente destinatario del fermo per favoreggiamento aggravato, il Gip non ha convalidato tale contestazione, riconoscendo la sussistenza di gravi indizi per il solo favoreggiamento semplice e disponendo nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.