Sciopero Amt: per 4 ore Catania in ginocchio

Sciopero Amt: per 4 ore Catania in ginocchio

CATANIAL’allarmante situazione economica e finanziaria  che vede protagonista l’AMT di Catania sconcerta i lavoratori che oggi hanno deciso di scioperare.

Quasi il 100% dei lavoratori hanno deciso di protestare contro una situazione insostenibile. Da quanto riferito dagli scioperanti, il Comune di Catania deve alle casse aziendali due anni e mezzo di crediti, per un totale di circa 35 milioni, mentre la Regione Sicilia 8 milioni.

I primi a pagare sono sempre i lavoratori purtroppo, per questo i sindacati affermano: “Il Comune deve assumere la posizione che gli compete. Siamo stanchi di vedere la nostra Azienda navigare in cattive acque senza un timoniere innovativo e che abbia le giuste soluzioni. Ci scusiamo con i cittadini catanesi, ma il nostro sacrificio è mirato ad ottenere un miglior servizio per la città”.

A questo appello, il presidente della commissione alla viabilità, Carmelo Sofia, ha risposto che per risolvere questi problemi bisogna comunque lavorare perché paralizzare la città e penalizzare migliaia di pendolari non porterà ad alcun risultato.





Negli ultimi mesi Sofia afferma di aver avviato un dialogo “continuo e proficuo con le sigle sindacali che raggruppano i lavoratori dell’Amt, “un’azienda che deve tornare ad essere il fiore all’occhiello della città” ma per farlo servono fatti concreti.

Il presidente Sofia continua dicendo che il sindaco Bianco è attento a questo genere di problematiche e per questo il tavolo di dialogo richiesto da egli stesso potrà servire a valutare tutte le possibili soluzioni.  

Infine conclude :”Come presidente della commissione alla Viabilità il sottoscritto Carmelo Sofia, insieme agli altri componenti, si è già attivato per rinsaldare il dialogo tra le parti e dare un futuro più sicuro all’azienda. Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che il personale possa lavorare nel migliore dei modi e, allo stesso tempo, impedire altri disagi agli utenti che non possono fare a meno di un servizio di vitale importanza per la mobilità cittadina“.