Rosario Crocetta condannato per diffamazione: “Arena non è più riuscito a trovare lavoro”, 20mila euro al giornalista

Rosario Crocetta condannato per diffamazione: “Arena non è più riuscito a trovare lavoro”, 20mila euro al giornalista

CATANIA – È del 26 settembre la condanna nei confronti dell’ex governatore siciliano Rosario Crocetta per aver diffamato pubblicamente, nel corso della trasmissione televisiva “l’Arena” su Rai 1, il giornalista Gregorio Arena, che all’epoca dei fatti lavorava all’ufficio stampa della Regione Siciliana a Bruxelles e che si è costituito parte civile, difeso dall’avvocato Giuseppe Lipera del Foro di Catania.

Lipera, in tal senso ha dichiarato: “Il giudice ha riconosciuto che Crocetta ha gravemente offeso l’onore e la reputazione del mio assistito definendolo assenteista, privilegiato e strapagato. Risultato? Gregorio Arena, che è sempre stato dedito all’incarico che rivestiva all’epoca, è stato licenziato e non è più riuscito a trovare lavoro alcuno”.

Vittoria è giunta e la verità è stata stabilita, adesso l’onore di Arena è stato ripristinato“, ha proseguito Lipera. Il giudice ha riconosciuto una provvisionale di 20mila euro, di cui, secondo le parole del legale, sarà chiesto un aumento nella competente sede civile.





C’è sempre da dire che in certi casi nessuna cifra è tale da poter rimediare l’accaduto – ha proseguito Lipera -, anche se basterebbero le scuse di Crocetta che, vista l’esuberanza del personaggio, non arriveranno mai“.

Questo è quanto ha scritto il giudice nella sentenza di condanna contro Rosario Crocetta: “Quanto sopra rende evidente il perfezionamento della contestata diffamazione sia sotto il profilo della condotta materiale, avendo l’imputato leso gravemente l’immagine, la reputazione e l’onore di Arena additandolo all’opinione pubblica come assenteista e percettore di compensi ingiustificati, sia sotto quello dell’elemento psicologico, avendo Crocetta agito nella piena consapevolezza di riferire pubblicamente fatti offensivi e privi del requisito della certezza e dell’incontrovertibilità.

Immagine di repertorio