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14.11.2018

Operazione “RevolutionBet”, il monopolio e la mappatura dei centri scommesse: le INTERCETTAZIONI

di Redazione
Operazione “RevolutionBet”, il monopolio e la mappatura dei centri scommesse: le INTERCETTAZIONI

CATANIA –Ma se sono soldi virtuali, come diventano veri?“, “Diventano regolari perché gli stai dando la liquidità“.

È solo una delle molteplici intercettazioni in mano alla Polizia di Stato in merito alla più vasta operazione denominata “RevolutionBet“, che ha visto scoperchiare un importantissimo e fittissimo asse tra mafia e controllo dei centri scommesse. Una malavita che sembra molto più vicina di quanto si pensa.

L’operazione è stata portata avanti, oltre che dagli agenti di polizia, anche dalla guardia di Finanza e dai carabinieri e ha visto l’esecuzione di 28 provvedimenti di fermo e il sequestro preventivo di 70 milioni di euro di beni, tra cui 46 centri scommesse e/o internet point sparsi su Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Caltanissetta.

Nei video si evince come, in particolare, il fermato Antonino Iacono (QUI i nomi di tutti coloro che sono stati coinvolti nell’operazione) predispone a un interlocutore come bisogna muoversi per far circolare i soldi tramite schedine e centri scommessi ben precisi, come la Planet Win, “che ti dà servizi in più“.

Iacono aveva anche una mappatura dei vari centri interessati, da Noto a Scicli, passando per Avola, Pachino e Palazzolo: “In questi cinque paesi abbiamo il monopolio noi altri, se lui se li paga con il 7,9% gli pulisce le labbra a quello… Si deve pagare l’affitto, i dipendenti lui… E tutte cose“.

Questi i video che testimoniano l’accaduto. Una telefonata con molteplici dettagli, che fanno comprendere ancor meglio di cosa si sta parlando. O meglio, di cosa si è concordato.

 

 

 

 

 

 

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