MESSINA – A seguito delle intense precipitazioni che hanno colpito il Messinese dalle ore 9,30 di ieri mattina, la Sala Operativa della Protezione Civile Siciliana segnala diffuse criticità sul territorio. Numerose squadre di volontari, equipaggiate con pick-up e pompe idrovore, stanno operando per affrontare le emergenze in corso.
Si registrano diversi eventi critici, tra cui:
Squadre di volontari, attivate dal Dipartimento e dai sindaci, supportano i Vigili del Fuoco e le forze di soccorso. Il Capo della Protezione Civile, Salvo Cocina, monitora costantemente la situazione, informando il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Cocina ha sottolineato che, grazie all’allerta meteo arancione, non si sono registrati feriti nelle aree a rischio. Tuttavia, ha invitato la Polizia Municipale a sensibilizzare la cittadinanza e a sanzionare comportamenti imprudenti, in particolare il parcheggio nelle aree vicine a fiumare e torrenti.
Ulteriori criticità si registrano nei comuni di:
La situazione è in continua evoluzione. Il Capo della Protezione Civile, Salvo Cocina, mantiene costantemente informato il Presidente Renato Schifani sull’andamento delle operazioni di soccorso e sull’evoluzione delle emergenze.
A Furci Siculo, nella zona jonica, il sindaco Matteo Francilia e l’assessore Agatino Pistone hanno salvato un automobilista rimasto intrappolato nella sua vettura in un sottopasso allagato, lungo il tratto che collega la statale 14 con le frazioni Grotte e Calcare, costeggiando il torrente Savoca, anch’esso straripato.
Altri quattro automobilisti sono stati soccorsi in un sottopasso a Messina dai Vigili del Fuoco, che hanno effettuato oltre cinquanta interventi. La forte pioggia ha causato danni anche al Policlinico della città, dove un’infiltrazione da un pannello del controsoffitto ha allagato un padiglione del pronto soccorso non ancora ristrutturato. L’azienda è intervenuta con un’autobotte e una pompa sommersa per accelerare il deflusso dell’acqua.
“Inaugurata con grande enfasi venerdì scorso, sono bastati due giorni di pioggia per trasformare la struttura in un pantano inaccessibile. A causa dell’acqua, la fruibilità del pronto soccorso si è ridotta ai soli sommozzatori” hanno dichiarato Dafne Musolino e Davide Faraone di Italia Viva. Il sindaco Federico Basile ha replicato definendo tali affermazioni “sciacallaggio”.
“La forte pioggia che questa mattina ha colpito il Messinese, con punte di oltre 200 mm, ha causato ingenti danni. Avevamo dichiarato l’allerta arancione, e la previsione si è rivelata corretta. Questo stato di allerta ha evitato conseguenze sulle persone, ma non ha potuto prevenire danni alla viabilità, alle abitazioni e ai veicoli, specialmente nelle aree a rischio come Zafferia. La Protezione Civile e i volontari si sono immediatamente attivati per fornire assistenza alla popolazione colpita, alla quale va la nostra solidarietà.
Il problema, tuttavia, è di natura strutturale: il territorio è stato pesantemente compromesso dall’intervento umano. Sebbene negli ultimi decenni siano stati realizzati numerosi interventi per consolidare e mettere in sicurezza il territorio e i torrenti, permangono ancora aree ad alto rischio che necessitano di interventi urgenti.

A Zafferia, la situazione è aggravata dal fatto che la strada è stata costruita direttamente sul torrente, e le abitazioni sono state edificate troppo vicino ai suoi margini, senza rispettare una distanza di sicurezza adeguata. L’espansione urbana incontrollata ha ridotto drasticamente lo spazio naturale del Torrente Zafferia, aggravando i rischi in caso di eventi meteo estremi. Oltre alle responsabilità accumulate nel corso dei decenni, oggi è indispensabile agire con tempestività, poiché fenomeni di pioggia così intensa stanno diventando sempre più frequenti.
È necessario intervenire per rimuovere e delocalizzare alcune costruzioni edificate a ridosso del torrente, restituendo così al corso d’acqua il suo spazio naturale. La saggezza popolare ci ha sempre ammonito con il detto “Acqua e focu dacci locu“, ovvero “Ad acqua e fuoco dai spazio”. Mai come in questo caso, queste parole risultano appropriate“.
Le forti mareggiate hanno interrotto i collegamenti con le isole minori delle Eolie. Una cerimonia funebre prevista nella chiesa di Valdichiesa a Salina è stata rinviata a causa dell’impossibilità di trasportare la salma, rimasta bloccata a Milazzo. I marosi hanno flagellato nuovamente i siti già colpiti dalla mareggiata del 17 gennaio, in particolare il molo di Sottomonastero a Lipari e l’approdo della frazione di Canneto. La Protezione Civile locale ha chiuso le strade adiacenti ai torrenti Santa Venera e San Giovanni, dove la vasca di contenimento della piena ha raggiunto il limite. A Taormina, nella frazione di Trappitello, il cantiere del raddoppio ferroviario è stato allagato.
Nel versante sud-est dell’Etna, una violenta grandinata ha sommerso interi paesi sotto uno strato di ghiaccio. I Vigili del Fuoco di Catania sono stati impegnati in numerosi interventi, in particolare nei comuni di San Giovanni la Punta, Trecastagni e Gravina di Catania, dove hanno soccorso automobilisti rimasti bloccati nei loro veicoli. A Riposto, nella zona di Torre Archirafi, il torrente è straripato. Complessivamente, si contano un centinaio di interventi dei pompieri.
“La Regione sta monitorando con la massima attenzione l’emergenza maltempo. Sono in costante contatto con il capo della Protezione Civile e con il sindaco di Messina per coordinare gli interventi e garantire assistenza immediata alla popolazione colpita. Al momento la situazione sembra sotto controllo“, ha rassicurato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Fonte foto Gazzetta Jonica