CATANIA – Il primo grado di giudizio del processo per la morte di Carmelo Bulla si è parzialmente concluso. Bulla, 22enne di Adrano (Catania), perse la vita nella notte di Halloween del 2017 a causa di un incidente stradale. Il fatale sinistro avvenne in via De Gasperi, a Santa Maria di Licodia, nella cosiddetta “curva della morte“, chiamata così poiché teatro di diversi incidenti. Il mezzo, in cui Bulla era il passeggero, si sarebbe schiantato contro un muro.
Quella notte alla guida del mezzo, una Fiat Punto, c’era S. C.. Il conducente non avrebbe seguito la strada e si sarebbe andato a schiantare contro il muro perché il tratto “incriminato” sarebbe segnalato male. C. è stato condannato a 10 mesi di reclusione per omicidio colposo, con pena sospesa. Inoltre, gli sarebbe stata sospesa la patente per due anni.
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno e 3 mesi di reclusione, senza sospensione di pena e il ritiro della patente per 5 anni. La sua richiesta è stata, quindi, ridotta dal giudice per l’udienza preliminare di Catania, Giuseppina Montuori.
A processo anche un funzionario del Comune di Santa Maria di Licodia, il quale era accusato di concorso in omicidio colposo perché, secondo l’accusa, la situazione di pericolo in via De Gasperi non era adeguatamente segnalata. Per il dipendente pubblico la sentenza è stata di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.
Gli atti verranno probabilmente trasmessi alla Procura per poter individuare l’addetto al servizio di segnaletica stradale del Comune di Santa Maria di Licodia. Il tutto per iniziare, nel caso, un nuovo e ulteriore procedimento giudiziario.
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