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25.01.2025

Crisi Oda Catania: i sindacati lanciano un’appello all’Arcivescovo Renna per salvare l’assistenza

di Redazione | 2 min di lettura
Crisi Oda Catania: i sindacati lanciano un’appello all’Arcivescovo Renna per salvare l’assistenza
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CATANIA – Crisi Oda Catania: “L’Opera diocesanadichiarano i segretari generali di CgilCislUil Catania e di Fp CgilCisl FpUil Fpl –  assistenza (Oda) è in arretrato di sei mensilità con i propri dipendenti, che peraltro sono sempre meno. Così rischia la paralisi. Siamo allarmati per gli oltre 300 lavoratori che assicurano oltre 1.500 prestazioni annue a centinaia di assistiti, moltissimi dei quali in condizioni di sempre maggiore fragilità e disagio insieme con le loro famiglie“.

Crisi Oda Catania: la nota dei sindacalisti

Si legge in una nota scritta dai segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Catania Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio ed Enza Meli e di Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl Concetta La Rosa, Danilo Sottile e Mario Conti.

I risultati della riunione del 16 dicembre

Anche alla luce dei risultati sinora prodotti in concreto dalla riunione del 16 dicembre e non volendo comunque rassegnarci al progressivo declino di una fondamentale realtà dell’assistenza in terra etneaaffermano i sindacalistici rivolgiamo a monsignor Luigi Renna per un confronto urgente. Lo facciamo nella consapevolezza che solo l’arcivescovo possa sbloccare questa vertenza-simbolo ad altissimo impatto sociale. In alternativa non resta che confidare in un miracolo e rivolgerci a Sant’Agata, cui accenderemo devotamente un cero il 3 febbraio“.

La situazione sempre più critica

Dobbiamo sottolinearesottolineano De Caudo, Attanasio, Meli, La Rosa, Sottile e Conticome si stia facendo ogni giorno più critica una situazione che già nei mesi scorsi avevamo denunciato, con fra l’altro il rischio rappresentato da condizioni lavorative che stanno diventando proibitive per l’emorragia di dimissioni in corso e il conseguenziale carico sugli operatori sanitari rimasti“.

La conclusione della nota

Ribadiamo, dunquesi legge nella conclusione della notala necessità di chiarezza sullo stato di avanzamento del ripiano dei debiti dell’azienda e sulle prospettive future. Le nostre organizzazioni hanno dato seguito a ogni richiesta di collaborazione fatta dai vertici dell’Oda anche per rendere più forte l’interlocuzione con le istituzioni pubbliche, cui spettano adeguamenti tariffari e pagamenti tempestivi. Adesso, però, è tempo che ciascuno faccia sino in fondo la propria parte perché l’Oda non può morire“.

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