CATANIA – Nell’ambito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo etneo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (arresti domiciliari), emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, nei confronti di Giuseppe Milici, originario di Regalbuto, in quanto ritenuto responsabile del delitto di illecita coltivazione di sostanza stupefacente.
Nel dettaglio, le attività, condotte dalla compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Catania, sono iniziate lo scorso 29 luglio, quando gli stessi Baschi Verdi del capoluogo, dopo lunghi appostamenti e perlustrazioni in terreni impervi, avevano individuato e sottoposto a sequestro, nei terreni vicini a Misterbianco, un’estesa piantagione costituita da 740 piante di marijuana.
L’estensione della piantagione – munita di un complesso sistema di irrigazione e insistente su un appezzamento di terreno di oltre mille metri quadrati di proprietà di un soggetto catanese, risultato estraneo ai fatti – nonché il suo intrinseco valore economico, che si aggirava intorno al milione e mezzo di euro, aveva imposto ai responsabili della illecita coltivazione di vivere stabilmente presso il fondo coltivato, appositamente attrezzato con un capanno.
Le indagini avevano consentito di accertare che a vigilare e custodire la piantagione erano preposti due uomini:
Gli elementi acquisiti nell’immediatezza dell’intervento del 29 luglio hanno però consentito di iniziare più estese indagini, anche di natura tecnica, per individuare anche l’altro responsabile della piantagione.
Per quanto sopra, in esito alle attività coordinate da questa Procura della Repubblica e svolte dai militari della compagnia Pronto Impiego di Catania:
L’attività di indagine si colloca nel più ampio quadro delle attività poste in essere da questa Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Catania volte alla repressione della produzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti e a tutela, in particolar modo, delle fasce più deboli della popolazione.