CATANIA – Continua senza sosta la protesta dei fiorai presenti all’esterno del cimitero monumentale di Catania a causa dei molteplici disagi che nelle ultime settimane stanno colpendo il camposanto etneo e che inevitabilmente stanno interessando anche gli esercenti.
Sono infatti numerosi i fiorai che hanno lamentato, negli ultimi giorni, perdite economiche non indifferenti a causa dei vari problemi, tra cui gli incendi, che si sono verificati all’interno del cimitero.
“Tra i tanti problemi – affermano i fiorai presenti nella zona – che hanno colpito questo territorio il più dannoso è stato senz’altro il rogo che ha colpito il campo rom avvenuto sabato scorso. L’incendio poteva essere benissimo previsto e le ore in cui è stato chiuso il cimitero quella mattina hanno creato un danno economico non indifferente”.
“Quel giorno si celebrava la Madonna del Carmelo – hanno continuato – e la forzata chiusura del cimitero, per un paio di ore, per noi ha segnato la fine della nostra giornata lavorativa. E ciò che abbiamo perso quel giorno non potremo più recuperarlo”.
“A nostro parere non è una cosa inaspettata quel grande incendio – hanno sottolineato – data la grandissima quantità di materiale infiammabile e spazzatura presente nel campo che negli ultimi anni ha dato vita ad altri incendi di portata più modesta rispetto all’ultimo. È vero che sono state effettuate alcune bonifiche della zona ma a quanto pare non sono bastate”.
Un altro grosso problema evidenziato dagli esercenti è quello relativo alle confraternite ed alle cappelle aperte soltanto tre giorni a settimana che dimezzano di fatto il guadagno netto dei fiorai presenti in zona.
“Circa l’80% dei nostri guadagni proviene dalle visite effettuate alle cappelle che vengono aperte solamente tre volte a settimana fino a mezzogiorno, penalizzando di fatto il nostro lavoro. Se poi ogni volta che succedono questi fatti viene addirittura chiuso il cimitero per un paio d’ore andremo – hanno concluso – continuamente incontro a guadagni molto magri”.