CATANIA – Con decreto del 6 dicembre 2018, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura della Repubblica di Catania, ha disposto il rinvio a giudizio degli ex componenti gli organi aziendali della Banca Popolare dell’Etna Società cooperativa con sede a Bronte (CT), prima in amministrazione straordinaria (aprile 2014- novembre 2015) e poi cessata a seguito della fusione per incorporazione con “Igea Finanziaria S.p.A”.
Per tredici persone indagate, la procura etnea ha richiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per le ipotesi delittuose di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. A essere rinviati a giudizio sono:
Oltre agli ex componenti il collegio sindacale:
L’ex banca brontese è stata oggetto di accertamenti ispettivi disposti dalla banca d’Italia a seguito dei quali è stata evidenziata la progressiva compromissione degli equilibri tecnici aziendali, oltre a gravi carenze nella governance.
Le critiche emerse hanno portato la banca popolare dell’Etna, nell’aprile del 2014, a essere sottoposta a procedura di amministrazione straordinaria conclusasi il 30 novembre 2015 a seguito della fusione per incorporazione con l’intermediario finanziario romano “Igea Finanziaria SpA”, che ha dato origine al nuovo istituto di credito “Igea Banca SpA”, con sede legale a Roma, con sportelli nella Capitale e in Sicilia (Palermo, Catania e Bronte).
Le indagini effettuate dai finanzieri del nucleo di polizia economico- finanziaria di Catania, anche sulla base dell’analisi della documentazione messa a disposizione dalla banca d’Italia, hanno consentito di contestare una serie di episodi di gravi irregolarità nell’amministrazione e di gravi violazioni normative. In particolare, le indagini svolte dalle fiamme gialle etnee hanno messo in evidenza: