Catania piange un’altra vittima sul lavoro: Cisl in strada per manifestare “Presidiamo la sicurezza”

Catania piange un’altra vittima sul lavoro: Cisl in strada per manifestare “Presidiamo la sicurezza”

CATANIA –Catania piange unaltra vittima sul lavoro. Unaltra vita spezzata sul lavoro che dovrebbe costituire ilfuturodi ogni persona. Solidarietà, dolore e rabbia non bastano più. Occorre rimettere al centro il tema della sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche, negli uffici, anche nelle strutture pubbliche. Anche per questo lunedì, 1 agosto, la Cisl catanese sarà in strada con la campagnaPresidiamo la sicurezzain tutte le province siciliane. A Catania, dalle ore 10 alle ore 12, manifesteremo davanti alla sede della Prefettura“.

È quanto dichiara Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, dopo l’ultimo incidente mortale sul lavoro che è avvenuto ieri, venerdì 29 luglio, in una azienda della zona industriale. Lunedì, Attanasio, assieme alla segretaria regionale Rosanna La Placa, guiderà una delegazione di lavoratrici e lavoratori che consegnerà una lettera alla Prefettura con le proposte della Cisl.

La mobilitazione della Cisl siciliana, che sui social sarà caratterizzata dall’hashtag #presidiamolasicurezza, punta a individuare strategie condivise per presidiare con carattere permanente la lotta agli infortuni mortali e gravi, alle malattie professionali in preoccupante crescita in Sicilia.



Lultimo mortale incidente – afferma il segretario – non fa che confermare drammaticamente il rapporto INAIL che registra in tutta la Sicilia, così come a Catania, un incremento delle denunce di infortuni sul lavoro in tutti i settori produttivi e gli ambienti di lavoro“.

“E ciò che ci allarma è che non ci saranno nuove assunzioni di ispettori del lavoro, visto che non c’è stato il varo allArs del decreto istitutivo dellINL, lIspettorato nazionale del Lavoro. Anche per questo vanno ripensate tutte le azioni da mettere in campo da parte di tutte le parti coinvolte, istituzioni, datori di lavoro privati e pubblici e forze sociali” conclude Attanasio.

Foto di repertorio