CATANIA – Ancora veleni per la società partecipata più nota del Comune di Catania, l’Amt, Azienda Metropolitana Trasporti, che gestisce il trasporto pubblico locale su gomma.
A proclamare uno sciopero per il prossimo lunedì, 18 marzo, dalle 10 alle 18 è la Fast Confsal, Sindacato Lavoratori Mobilità, che denuncia come all’interno della società non sia cambiato assolutamente nulla e come non ci siano prospettive di crescita.
A essere assente in particolar modo sarebbe un vero e proprio progetto di risanamento dell’azienda alla quale ancora il Comune di Catania, socio unico, dovrebbe oltre 30 milioni di euro per alcune somme dovute negli anni, oltre a un contratto di servizio; in quanto quello vecchio è ormai scaduto.
Giuseppe Cottone, segretario provinciale Fast Confsal, afferma: “Non vi è traccia alcuna sulla nuova programmazione delle linee da percorrere in città, visto e considerato, l’avvento e lo sviluppo nella città, della metropolitana, come nessuna azione di rilancio è stata posta in essere da parte del consiglio di amministrazione che potesse far ben sperare sul futuro dell’azienda, i lavoratori che ancora oggi, hanno percepito solo il 50% dello stipendio di gennaio. In particolar modo, evidenziamo la mancanza di un direttore generale, di un direttore di esercizio e di un dirigente amministrativo. L’unico soggetto che in atto, riveste il ruolo di dirigente, quello alla produzione, da anni, è in prestito, dal Comune di Catania. A fronte di un’azione politica locale miope e insignificante in tema di mobilità e di un Cda, privo di iniziative, tutto ciò a discapito dei lavoratori dipendenti dell’Amt. Chiediamo soprattutto al sindaco di Catania se gli pare corretto che l’autista dell’Amt debba garantire, giustamente, alla cittadinanza, un servizio considerato essenziale, quello della mobilità, e invece, ingiustamente, allo stesso autista, non debba essere garantito lo stipendio a fronte del proprio lavoro effettuato, per poter onorare gli impegni assunti nei confronti di terzi e sostenere con dignità la propria famiglia?”.
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