ACI CATENA – “I contributi a fondo perduto previsti dal Bonus Sicilia aiutano, tra le altre, categorie come l’industria del tabacco, aziende per la costruzione di locomotive e persino di veicoli militari da combattimento, ma si dimenticano di noi e di tante altre piccole imprese legate al settore agroalimentare e della ristorazione. Rimanendo senza alcun aiuto saremo costretti a chiudere definitivamente e a mandare a casa tantissimi dipendenti”.
È un appello accorato quello che Giancarlo Di Giulio, amministratore unico del Birrificio Namastè, micro birrificio artigianale insignito con i premi “Etichetta d’Argento 2018”, “Luppolo d’Argento 2018” e “Luppolo d’Argento 2019” da parte di Federbirra, rivolge alla classe politica, regionale e nazionale.
In una lettera indirizzata all’assessore regionale dell’Economia e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, e all’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, l’imprenditore evidenzia diverse contraddizioni e anomalie registrate: “In riferimento agli aiuti del Bonus Sicilia è stato trascurato l’inserimento del codice Ateco 11.05 (Produzione artigianale di birra). La mia azienda, come tante altre, dal 16 marzo all’1 luglio scorsi è rimasta già chiusa senza poter effettuare alcun tipo di lavorazione (né produttiva né commerciale). I 3 dipendenti assunti a tempo indeterminato sono stati posti in cassa integrazione per lo stesso periodo. Oggi siamo costretti a chiudere nuovamente fino a data da destinarsi. Dopo aver avuto fatturato zero durante il lockdown ci accingiamo a vivere un nuovo periodo con seri problemi legati soprattutto a coprire le spese di carattere generale come affitti, forniture elettriche, telefoniche e varie”.
Di Giulio sottolinea poi un’incongruenza: “Nell’elenco dei codici Ateco risultano beneficiari degli aiuti codici riferibili all’industria del tabacco e altre e non il comparto delle industrie delle bevande e della produzione di birra artigianale”.
“Si confida in un suo pronto intervento – si legge nella parte finale della lettera inviata agli assessori regionali – per sanare quanto detto, al fine di aiutare quelle aziende che contribuiscono all’economia siciliana e costituiscono la spina dorsale della nostra amata Regione“.
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