I sindacati reiterano la richiesta alla II Commissione consiliare dopo l’istanza presentata il 20 agosto rimasta senza riscontro. Chiesto un confronto sulle dinamiche gestionali della società partecipata
CISAL Catania – con il suo segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo – torna a chiedere un’audizione urgente in Consiglio comunale sulla situazione di Catania Rete Gas Spa, società a totale partecipazione pubblica. Al centro dell’iniziativa sindacale una segnalazione anonima pervenuta al Consiglio comunale e riguardante possibili irregolarità nell’utilizzo di risorse aziendali.
La nuova richiesta è stata indirizzata alla presidente della II Commissione Consiliare Permanente “Aziende Partecipate – Patrimonio, Politiche Comunitarie e Fondi Strutturali, Contenzioso” Valentina Sanglibene, ai componenti della Commissione, al sindaco Enrico Trantino e all’assessore con delega al Bilancio e alle Partecipate Giuseppe Marletta.
CISAL Catania ricorda di avere già inoltrato, lo scorso 20 agosto, una formale richiesta di audizione con l’obiettivo di aprire un confronto istituzionale e fare chiarezza sulle dinamiche gestionali di Catania Rete Gas Spa.
Secondo l’organizzazione sindacale, l’approfondimento sarebbe necessario a tutela della legalità e dell’interesse della cittadinanza, considerando gli obblighi di trasparenza, legalità e prevenzione della corruzione cui sono sottoposte le società partecipate del Comune. In particolare, il decreto legislativo 33/2013 e il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, decreto legislativo 175/2016.
A motivare il nuovo intervento è, secondo CISAL, il mancato riscontro alla precedente istanza. Ad oggi, non sarebbe arrivata alcuna risposta alla richiesta del 20 agosto.
Da qui la decisione di reiterare formalmente la domanda di audizione urgente in Commissione consiliare, chiedendo un sollecito riscontro da parte delle istituzioni comunali.
“È paradossale e appare quanto meno curioso il fatto che, a distanza di oltre due settimane dalla prima richiesta, non sia pervenuto alcun riscontro. Riteniamo che una questione così delicata meriti attenzione e un confronto istituzionale tempestivo, nell’interesse della trasparenza e della cittadinanza“, afferma Lo Schiavo.