SICILIA – Nonostante il calo delle quotazioni del petrolio a livello internazionale, in Sicilia i prezzi dei carburanti continuano a salire. Un paradosso che accende la preoccupazione di famiglie, lavoratori e pendolari, sempre più penalizzati da rincari che non accennano a fermarsi.
Secondo l’elaborazione quotidiana del Codacons sui dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi nell’Isola il prezzo medio del gasolio self-service raggiunge i 2,199 euro al litro, mentre la benzina self si attesta a 1,813 euro al litro. Rispetto alla giornata precedente, il gasolio registra un aumento di 0,9 centesimi (da 2,190 a 2,199 euro), mentre la benzina cresce di 0,2 centesimi (da 1,811 a 1,813 euro). Dati che confermano come la Sicilia resti tra le regioni più costose d’Italia, soprattutto per quanto riguarda il gasolio.
“Come avevamo denunciato, il calo del petrolio non si è tradotto in alcun beneficio per i consumatori – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario nazionale del Codacons – perché i prezzi alla pompa non solo non scendono, ma continuano addirittura a crescere. È una situazione gravissima che colpisce duramente famiglie, lavoratori e pendolari siciliani”.
Secondo l’associazione dei consumatori, si ripete il noto meccanismo della “doppia velocità”: quando il prezzo del greggio aumenta, i rincari vengono trasferiti immediatamente sui distributori; al contrario, quando il petrolio scende, i listini restano elevati e calano, se lo fanno, con estrema lentezza.
“È una dinamica ormai insostenibile – prosegue Tanasi – che alimenta forti preoccupazioni e penalizza sempre gli automobilisti. Non è accettabile che i cittadini paghino subito ogni rialzo internazionale senza vedere effetti concreti quando le quotazioni diminuiscono”.
Alla luce della situazione, il Codacons richiama l’attenzione sull’azione già intrapresa sul piano giudiziario: nelle scorse settimane sono stati presentati esposti a tutte le Procure della Repubblica siciliane, affinché la magistratura possa valutare eventuali anomalie nell’andamento dei prezzi alla pompa.
“Non è tollerabile che, mentre il petrolio arretra, in Sicilia si continui a pagare carburanti sempre più cari. Per questo chiediamo un intervento immediato del Governo guidato da Giorgia Meloni, con controlli rigorosi e misure concrete a tutela dei consumatori”, conclude Tanasi.