È quanto emerge da un'elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
La Sicilia è la regione italiana con i prezzi medi più elevati sia per il gasolio sia per la benzina in modalità self service. È quanto emerge da un’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 18 luglio 2026.
Nell’Isola il gasolio self raggiunge un prezzo medio di 2,118 euro al litro, mentre la benzina self si attesta a 1,956 euro al litro, collocando la Sicilia al primo posto in entrambe le classifiche nazionali.
Per il gasolio self, dopo la Sicilia (2,118 euro/litro) seguono Friuli Venezia Giulia (2,103), Calabria (2,096), Valle d’Aosta (2,088), Sardegna (2,087), Basilicata (2,085), Molise (2,084), Campania (2,081), Emilia-Romagna e Lombardia (2,080), Piemonte (2,079), Liguria (2,078), Puglia e Toscana (2,077), Veneto (2,076), Abruzzo (2,072), Lazio (2,069), Umbria (2,067) e Marche (2,061 euro/litro).
Anche per la benzina self la Sicilia guida la classifica con 1,956 euro/litro, davanti a Friuli Venezia Giulia (1,953), Calabria, Molise e Valle d’Aosta (1,950), Basilicata (1,946), Puglia (1,943), Sardegna (1,941), Abruzzo e Liguria (1,935), Toscana (1,931), Campania (1,928), Umbria (1,927), Piemonte (1,925), Lombardia (1,924), Emilia-Romagna (1,923), Lazio (1,921), Veneto (1,920) e Marche (1,914 euro/litro).
Secondo il Codacons, il primato negativo incide direttamente sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle imprese, soprattutto nel pieno dell’esodo estivo, con possibili ripercussioni anche sul costo dei trasporti e dei beni di consumo.
“La Sicilia non può continuare a pagare i carburanti più cari d’Italia. Questo primato negativo penalizza famiglie, lavoratori e imprese e aggrava il costo della mobilità in una regione nella quale l’automobile rappresenta spesso una necessità”, dichiara Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons e presidente del Comitato Nazionale Vittime del Caro Benzina.
L’associazione chiede al Governo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla Guardia di Finanza e alle autorità competenti di intensificare i controlli sull’intera filiera della distribuzione, verificando le ragioni delle differenze territoriali e la corretta formazione dei prezzi, oltre ad adottare misure per contenere i rincari e tutelare i consumatori.