Diverse dinamiche violente esercitate da alcuni detenuti per imporre la propria leadership
A Palermo scoperti cellulari e droga all’interno del carcere Pagliarelli. Le entrate sarebbero state rese possibili grazie a un sistema di complicità e controlli interni saltati. Emesse pesanti condanne per ex agenti e detenuti.
Il Gup di Palermo ha condannato, con il rito abbreviato, due ex agenti della polizia penitenziaria e alcuni detenuti accusati a vario titolo nell’inchiesta coordinata dalla Dda.
Le indagini erano partite dal ritrovamento di un cellulare in una cella. Gli accertamenti, condotti dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria tra settembre 2023 e aprile 2025, avrebbero poi ricostruito un traffico di telefoni e stupefacenti all’interno del penitenziario.
Inflitte le pene più severe a Vincenzo Cannariato, condannato a 8 anni, 10 mesi e 20 giorni, e a Giuseppe Volpe, 8 anni e 10 mesi. Per l’ex agente Andrea Corrao la condanna è stata di 7 anni e 8 mesi, mentre Francesco Paolo Cardinale, anche lui ex agente della penitenziaria, ha avuto 4 anni e 4 mesi. Condannati anche Franco Filizzola a 7 anni e 4 mesi, Filippo Miranda a 6 anni e 10 mesi, Antonio Messina a 5 anni e 10 mesi e Joseph Messina a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni.
Secondo l’accusa inoltre, alcuni detenuti esercitavano un controllo violento sulle dinamiche interne al carcere, arrivando a picchiare chi provava a ribellarsi. Complice dei reati anche la debole resistenza di alcuni agenti penitenziari.