Dopo il vertice in Prefettura, il sindacato sollecita un confronto con il proprietario Francesco Russello. Lo Schiavo: "Serve un riscontro rapido per dare certezze ai lavoratori"
Il caso Etnaland entra in una fase decisiva. Dopo l’incontro svoltosi ieri mattina in Prefettura nel capoluogo etneo, la CISAL Catania ha formalmente richiesto un incontro alla proprietà del parco acquatico e tematico di Belpasso per affrontare il futuro della struttura e le pesanti ricadute occupazionali ed economiche determinate dalla sua chiusura.
La richiesta nasce dalla preoccupazione per il destino di circa 200 lavoratori e per le conseguenze che il prolungarsi dello stop sta producendo sull’indotto economico del territorio.
Nella nota inviata al management del parco, il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo, evidenzia la necessità di un confronto diretto finalizzato alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla tutela delle attività commerciali e delle strutture ricettive che gravitano attorno al complesso turistico.
La richiesta trae origine dagli approfondimenti emersi nel corso della riunione convocata dal Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, alla presenza delle istituzioni coinvolte nella vicenda amministrativa che interessa il parco.
“Dopo l’incontro di ieri in Prefettura – dichiara Giovanni Lo Schiavo – la CISAL Catania ha chiesto di incontrare la proprietà del Parco acquatico Etnaland. Alla luce delle ricadute negative già in atto sulla tenuta dei livelli occupazionali e sulle attività commerciali del territorio, auspichiamo un sollecito riscontro”.
Il sindacato parla di “segnali sconfortanti” e chiede che si accelerino tutti i passaggi necessari per arrivare a una soluzione della vicenda, con l’obiettivo di garantire prospettive concrete ai lavoratori e alle loro famiglie.
La CISAL ha inoltre espresso apprezzamento per l’attenzione mostrata dalle istituzioni presenti al tavolo prefettizio.
“Ringraziamo le istituzioni convocate dal Prefetto Pietro Signoriello – aggiunge Lo Schiavo – che hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti della questione, manifestando la disponibilità a seguire attivamente la vicenda per quanto di rispettiva competenza”.
La speranza del sindacato è che dal confronto con la proprietà possano arrivare elementi concreti sul percorso che dovrà portare alla riapertura del parco e alla tutela dell’occupazione. Una partita che riguarda non solo i lavoratori di Etnaland, ma anche l’intero sistema economico e turistico dell’area etnea, fortemente legato alle attività della struttura.