Il borgo medievale si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto
Vicoli, piazzette, chiese e stradine del centro storico diventano scenografie vive di uno spettacolo immersivo capace di intrecciare memoria, identità e innovazione. Dal 22 al 24 maggio torna a Buscemi il festival “Paesaggi Immateriali”, inserito nel cartellone di iArt Buscemi e diretto artisticamente da Lucenzo Tambuzzo.

Dopo il successo della scorsa edizione, la manifestazione propone una nuova esperienza multidisciplinare che vedrà protagonista il Teatro Potlach, con la regia di Pino Di Buduo, in un percorso artistico itinerante tra teatro, danza, musica, installazioni digitali, trasformazioni urbane e video mapping.
Per tre serate consecutive, dalle ore 21, con partenza dalla Chiesa Madre Natività di Maria Santissima, il cuore medievale del borgo ibleo si trasformerà in un grande teatro diffuso dove artisti e cittadini racconteranno la storia e l’anima del territorio attraverso linguaggi contemporanei e coinvolgenti.
“Paesaggi Immateriali – spiega il direttore artistico Lucenzo Tambuzzo – trasformerà ancora una volta la Buscemi medievale in uno spettacolo immersivo, capace di raccontare in chiave contemporanea l’identità del territorio e le sue tradizioni orali attraverso performance multidisciplinari”.
“La comunità locale è la vera protagonista della rappresentazione collettiva – sottolinea – in cui arte e vita si fondono in nuove forme espressive, trasformando strade, piazze, chiese e luoghi dell’Ecomuseo”.
Grande entusiasmo anche nelle parole del sindaco Michele Carbè, che evidenzia il valore culturale e identitario dell’iniziativa.

“Paesaggi Immateriali non è soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza culturale capace di ridefinire il rapporto tra luoghi e persone – afferma il primo cittadino –. Il nostro territorio diventa un palcoscenico vivo, dove la comunità e i luoghi stessi si fanno teatro in rappresentazioni che lasceranno letteralmente a bocca aperta”.
Il sindaco annuncia inoltre una delle novità più suggestive dell’edizione 2026: il ritorno alla storia della Corte dei Requisenz, grazie a un prezioso documento del 1584.
“I signori rinascimentali di Buscemi torneranno in vita con gli abiti dell’epoca – aggiunge Carbè – in uno spettacolo che unirà rigore storico e grande suggestione scenica”.
Tra i momenti più attesi della manifestazione anche l’inaugurazione del rinnovato Ecomuseo “I luoghi del lavoro contadino e dei mestieri”, in programma sabato 23 maggio alle ore 10.30.
L’Ecomuseo, nato per custodire e valorizzare la memoria storica e antropologica della civiltà agropastorale del territorio, si presenta oggi con una veste completamente rinnovata grazie all’utilizzo di tecnologie multimediali avanzate.

Il progetto ha previsto il restauro digitale in 4K del materiale audiovisivo storico attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale, trasformando i contenuti in esperienze immersive mediante tecniche di videomapping e installazioni sonore.
Canti popolari, voci e rumori degli antichi mestieri accompagneranno il visitatore in un viaggio emozionale tra memoria, luce e materia.
“Abbiamo sempre concepito l’ecomuseo come un concetto profondamente umano – spiega Rosario Acquaviva, fondatore e direttore scientifico dell’Ecomuseo – avviando già 35 anni fa un percorso di storytelling del patrimonio culturale”.
“Buscemi rappresenta il primo esempio di ecomuseo in Sicilia con questo approccio – aggiunge –. La digitalizzazione oggi è uno strumento fondamentale per inserirlo in un contesto sociale ed ecologico contemporaneo, offrendo un linguaggio più coinvolgente attraverso la dinamica dell’immagine in movimento”.
“Abbiamo utilizzato ampiamente le nuove tecnologie, sia nelle riprese che nella trasformazione delle immagini in proiezioni su larga scala – conclude il regista Pino Di Buduo –. Anche dal punto di vista sonoro abbiamo introdotto tecnologie innovative per suscitare emozioni e far riemergere la memoria attraverso un forte impatto emotivo”.
“Buscemi Borgo Immateriale” rientra nel progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dal Comune di Buscemi e finanziato attraverso il PNRR – Missione 1 Cultura 4.0, nell’ambito dell’investimento dedicato all’attrattività dei borghi storici sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU.