SIRACUSA – Ecco le operazioni condotte questo pomeriggio dai carabinieri a Siracusa e provincia.
I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, insieme ai carabinieri di Siracusa, hanno condotto una serie di controlli in 12 ditte con sede in provincia. L’esito degli accertamenti ha fatto emergere che in un’autocarrozzeria della zona nord della provincia e in un’azienda agricola della zona sud, i rispettivi titolari avevano impiegato sistemi di videosorveglianza per controllare il lavoro dei propri dipendenti senza aver mai chiesto l’autorizzazione all’ispettorato del lavoro di Siracusa. 11 sono stati i lavoratori impiegati in nero accertati dai militari. Tra i casi più eclatanti, il controllo di un negozio di abbigliamento del nord della provincia che ha fatto emergere l’impiego in nero di tre lavoratori di origine cinese sui tre presenti al momento dell’accertamento, mentre a Siracusa un esercente di pesca d’altura al porto di Marzamemi impiegava ben 4 marinai in nero sugli otto imbarcati. Infine, in una pizzeria di Siracusa sono stati invece trovati al lavoro due dipendenti su due presenti al momento del controllo impiegati in nero. Per tutte e tre le attività è stato adottato il provvedimento della sospensione dell’attività imprenditoriale. Nel corso dell’attività ispettiva sono inoltre state inflitte sanzioni amministrative e ammende per quasi 35 mila euro.
Le attività condotte nel 2016 dai carabinieri in Sicilia hanno visto impegnati i militari di Palermo e della dipendente sezione di Siracusa, in molteplici ambiti di intervento, con una particolare attenzione al traffico illecito di beni archeologici e ai furti di beni culturali. Nel 2016, il contrasto al traffico illecito di beni archeologici ha registrato importanti successi. In primo luogo, il recupero della “Testa di Ade”, a conclusione di indagini coordinate dalla procura di Enna. Il reperto fu rubato alla fine degli anni ’70 a Morgantina e illecitamente esportato a Los Angeles. A seguito della restituzione, la “Testa” è tornata in Sicilia e consegnata al museo archeologico di Aidone. Lo scorso 23 maggio, in occasione del 25° anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, l’opera è stata simbolicamente esposta nell’aula bunker di Palermo per poi giungere, nella stessa giornata, al Comando Legione Carabinieri “Sicilia. L’impegno investigativo ha avuto la massima espressione nell’operazione “Himera” che ha permesso di smantellare un’organizzazione dedita al traffico di reperti archeologici scavati in vari siti siciliani e destinati all’illecita esportazione in Germania. L’attività, diretta dalla Procura di Termini Imerese, si è conclusa a maggio, dopo quasi due anni di indagini, con l’esecuzione di 3 misure cautelari personali, la denuncia di 22 persone e il sequestro di 409 reperti archeologici di epoca greca e romana. Inoltre, il Nucleo ha preso parte all’operazione internazionale “Pandora”, sequestrando, a Sciacca, 170 reperti di epoca greca, provento di scavi clandestini. Infine, il costante monitoraggio del web ha permesso di localizzare e sequestrare 310 reperti archeologici, posti in vendita illecitamente attraverso piattaforme telematiche. In tema di furti di beni culturali, nel 2016 – confermando un trend degli ultimi anni – non vi sono state sottrazioni di notevole valore. Sono stati denunciati 29 furti a fronte dei 22 dell’anno precedente. 