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06.07.2017

Succede ad Agrigento e provincia: 6 luglio POMERIGGIO

di Redazione
Succede ad Agrigento e provincia: 6 luglio POMERIGGIO

AGRIGENTO – Ecco le operazioni più importanti condotte dai carabinieri questo pomeriggio ad Agrigento e provincia.

  • Cammarata, i militari, hanno arrestato, in flagranza di reato, N.V., 27 anni, disoccupato, perché ritenuto responsabile di furto aggravato e guida in stato di ebrezza alcolica.
    L’uomo, in via Cesare Battisti, è stato colto mentre caricava sul proprio furgone Fiat Doblò, dei cavi elettrici asportati dal cantiere della ditta “Isocer srl”, che in atto svolge dei lavori di completamento del palazzo comunale di Cammarata e dell’attigua area esterna. Alla vista dei militari, l’uomo ha cercato di fuggire a bordo del  furgone, ma veniva bloccato e trovato in possesso di n. 9 (nove) matasse di cavi elettrici di tipo bipolare, tripolare e quadripolare, del peso di circa 60 kg, n. 3 guanti da lavoro ed una tenaglia, il tutto è stato sottoposto a sequestro.
    Inoltre, N.V. è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento, poiché risultato positivo all’alcool test effettuato mediante etilometro.
    L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva tradotto in regime di arresti domiciliari nella propria abitazione, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
  • Bivona, i militari dell’Arma locale hanno tratto in arresto il cittadino rumeno E. I., 21 anni, nullafacente. Il ragazzo, durante un controllo di identificazione, è risultato destinatario di un “Mandato di arresto europeo” emesso da Tribunale romeno, a seguito di condanna alla pena di anni 1 e mesi 10 di reclusione.
    L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato trasferito nella Casa circondariale di Sciacca, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
  • A Lampedusa, i Carabinieri hanno deferito alla Procura della Repubblica di Agrigento un cittadino egiziano, e. a. m. m. di anni quaranta. Il predetto, componente dell’equipaggio di un motopeschereccio, nella tarda serata del 04 Luglio aveva contattato la Centrale operativa del Comando Provinciale CC Agrigento per richiedere assistenza poiché in difficoltà. Transitata la richiesta alla Capitaneria di Porto, veniva inviata nell’immediatezza una motovedetta che rintracciava a 12 miglia dall’isola, in acque internazionali, il motopeschereccio con a bordo 15 cittadini egiziani. Escluse eventuali situazioni di pericolo per l’equipaggio ed accertate le buone condizioni dell’imbarcazione, il comandante della stessa è stato invitato a raggiungere il porto di Lampedusa e l’equipaggio è stato trasferito nella locale Stazione dei Carabinieri per ulteriori accertamenti. In quella sede, il cittadino egiziano,e. a. m. m., si dichiarava rifugiato politico poiché, a suo dire, perseguitato dalle autorità egiziane ma, a carico del medesimo, risultava un decreto di espulsione dall’Italia emesso nell’anno 2012 ed un rimpatrio eseguito nel 2013, con conseguente divieto di reingresso in Italia per 5 anni.

  •  I Carabinieri  di Licata, durante un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza di reato G. C., di anni 37, poiché resosi responsabile dei reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. In particolare i Militari dell’Arma, nel corso di un servizio di pattuglia intervenivano in via Giarretta, nei pressi dell’Ufficio del Giudice di Pace di Licata, ove il 37enne licatese, alla guida del proprio motocarro “Piaggio Ape”, sprovvisto di patente di guida perché mai conseguita, aveva provocato un sinistro con altri veicoli in sosta, travolgendo in particolare una signora, che si accingeva ad uscire dalla propria autovettura, regolarmente in sosta. Così il soggetto veniva accompagnato dai Carabinieri al pronto soccorso del locale ospedale civile “S.G. d’Altopasso”, al fine di essere sottoposto ad esami tossicologici ed alcolemici. L’uomo però si rifiutava, andando in escandescenza. Successivamente, il 37enne profferiva minacce per poi scagliarsi contro i Carabinieri, venendo prontamente bloccato. L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva associato nella propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, su disposizione dall’Autorità Giudiziaria.