CATANIA – Ecco le operazioni condotte dai carabinieri di Catania e provincia:
- I carabinieri di Catania hanno arrestato due giovani di 16 e 17 anni, in quanto ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso. Sono stati beccati dai militari a bordo di uno scooter Kymco forzato e rubato poco prima in piazza Santa Maria del Gesù. Appena adocchiati i carabinieri hanno tentato di fuggire ed è partito un inseguimento terminato in via Fabio Filzi luogo in cui sono stati bloccati e ammanettati. Sotto il sellino dello scooter i carabinieri hanno ritrovato e sequestrato gli arnesi utilizzati dai malviventi per manomettere il bloccasterzo e rubare il mezzo. Il mezzo è stato restituito al proprietario, una studentessa catanese, mentre i due, assolte le formalità di rito, sono stati rinchiusi al centro di prima accoglienza per minori di Catania.
- I carabinieri di Catania hanno arrestato Salvatore Gravino, 40 anni, in quanto ritenuto responsabile di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine di una breve ma efficace attività info investigativa i militari hanno intercettato e bloccato l’uomo mentre a bordo di uno scooter passava per via dei Girasoli a Misterbianco. Perquisito sul posto è stato trovato in possesso di una panetto di cocaina pura del peso di oltre un chilogrammo. La droga sequestrata, ancora da tagliare e dosare, immessa sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare alla criminalità organizzata un guadagno superiore ai 200 mila euro. L’uomo, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Catania di piazza Lanza.


- I carabinieri di Pedara hanno arrestato un 30enne, già gravato da precedenti di polizia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania per il reato di maltrattamenti in famiglia. L’anziana vedova, avvilita da anni e anni di maltrattamenti fisici e verbali, patiti per mano del figlio disoccupato ma sempre in cerca di denaro, ha chiesto aiuto ai carabinieri. I militari, acquista la denuncia, hanno ricostruito il calvario percorso dalla vittima fornendo al magistrato titolare delle indagini un quadro probatorio esaustivo che, proposto al giudice, ne ha consentito l’arresto e la reclusione nel carcere di Catania di piazza Lanza.