MESSINA – Ruote, rottami, vecchi giocattoli, bottiglie di vetro in frantumi, plastica e arnesi inutilizzati: è questo lo scenario desolante immortalato da alcune immagini subacquee scattate durante un’immersione nei fondali dello Stretto di Messina, uno dei simboli della città e dell’intera Sicilia.
Da decenni l’area si trova in uno stato di totale abbandono e il triste risultato è rappresentato dagli scatti che negli ultimi giorni hanno fatto il giro dei social: la distruzione di uno dei beni ambientali più incredibili dell’isola.
Come si è generata questa incredibile situazione, che certo non rende onore a una terra meravigliosa come la Sicilia? La risposta, purtroppo, non è una novità: naturalmente è una conseguenza dell’inciviltà degli abitanti, che preferiscono liberarsi dei rifiuti ingombranti nelle fiumare messinesi, che “si prestano” a questo atto scorretto per i tempi di corrivazione brevi, piuttosto che servirsi delle apposite aree di smaltimento.
Anni di noncuranza hanno trasformato i fondali dello Stretto in una vera e propria discarica a cielo aperto. Le ultime analisi hanno rivelato che lì sarebbero depositati quasi 4mila oggetti tra auto, barche e utensili in plastica, in metallo e altri materiali inquinanti.
Numerosi i commenti che esprimono lo sdegno non solo delle associazioni ambientaliste, ma anche dell’intera cittadinanza, hanno letteralmente invaso il web: dichiarazioni come “Vergogna”, “Che inciviltà” e simili girano su Facebook accompagnati dalle foto e dagli aspri rimproveri di decine di persone.

Fonte immagine: Facebook – Federazione Nazionale Pro Natura