Cerca nel sito

03.11.2018

Ex operaio svela segreti sull’Eni di Gela: “Seppellivo rifiuti di ogni genere sotto terra”

di Redazione
Ex operaio svela segreti sull’Eni di Gela: “Seppellivo rifiuti di ogni genere sotto terra”

GELA – Il procuratore di Gela (Caltanissetta), Fernando Asaro, ha confermato, davanti alle telecamere del programma “Nemo“, su Rai2, l’avvio dell’indagine dopo la testimonianza dell’ex operaio Emanuele Pistritto, 70 anni, che avrebbe denunciato gravi episodi di inquinamento del suolo e del sottosuolo con rifiuti industriali provenienti dal petrolchimico dell’Eni.

Il 70enne era proprietario e conduttore di pale meccaniche e per molti anni è stato titolare di appalti nel settore del movimento terra e di materie prime nel petrolchimico. Il testimone, infatti, autoaccusandosi, ha raccontato che gli scarti della raffineria sarebbero stati sotterrati in grandi vasche di oltre 500 metri quadrati e profonde 15 metri.

All’interno, ha spiegato l’ex operaio, vi sarebbe stato scaricato di tutto: dall’amianto agli anelli di ceramica. Il 70enne ha specificato, inoltre, che gli facevano distruggere gli scarti con i cingoli delle ruspe.

Ma il peggio sembra non finire, infatti, Pistritto ha dichiarato che gli ingegneri, quando andavano sul posto, dicevano che in 50 anni sarebbero morti tutti di cancro.

Intanto il procuratore Asaro ha detto di voler andare fino in fondo alla storia per accertare quanto dichiarato dal testimone. Le indagini riguarderebbero un sito dove l’Eni avrebbe realizzato discariche autorizzate e controllate.

Inoltre, ha precisato il procuratore, questa non sarebbe una novità. Infatti c’è già un processo in corso sull’unica vasca attiva delle 10 esistenti, sequestrate nel 2011. In questo caso i fatti risalirebbero al 2009 e sarebbero stati denunciati da un altro operaio.

Immagine di repertorio