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03.08.2024

“Vogliamo l’acqua”, il grido disperato di oltre duemila manifestanti contro la crisi idrica nell’Agrigentino

di Redazione
“Vogliamo l’acqua”, il grido disperato di oltre duemila manifestanti contro la crisi idrica nell’Agrigentino
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AGRIGENTO – Oltre duemila persone hanno partecipato ad Agrigento a una manifestazione contro la crisi idrica, organizzata dal comitato #vogliamolacqua. Il corteo, partito da piazza Cavour, si è diretto in prefettura.

La manifestazione contro la crisi idrica

Durante la manifestazione, ci sono stati momenti di tensione quando il presidente di Aica, l’azienda idrica che serve i comuni agrigentini, Settimio Cantone, è stato contestato dalla folla, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. I partecipanti hanno espresso il loro scontento per l’inefficienza nella gestione della crisi idrica e hanno chiesto misure adeguate per affrontare la situazione, tra cui l’intervento del Genio militare, della Protezione civile e, soprattutto, un sostegno economico immediato per superare l’attuale emergenza e per pianificare investimenti infrastrutturali futuri, necessari per evitare crisi simili.

Vogliamo l’acqua

Attualmente, ad Agrigento l’acqua è distribuita ogni 15 giorni. Il sindaco Franco Micciché ha definito questa situazione “la peggiore emergenza idrica degli ultimi anni” e ha emanato un’ordinanza per limitare l’uso dell’acqua, seguendo le linee guida della Regione. L’ordinanza vieta l’uso di acqua potabile per il lavaggio di marciapiedi e piazzali, per lavare auto, per irrigare orti e giardini e per alimentare fontane ornamentali, vasche e piscine.

La situazione nell’Agrigentino

L’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, ha espresso solidarietà con i manifestanti, sottolineando che “la Chiesa agrigentina, consapevole della grave crisi idrica che affligge la città e il territorio, che compromette seriamente la vita quotidiana delle persone, invita le autorità competenti a trovare soluzioni urgenti e strutturali che siano risolutive, efficaci, efficienti, economiche e solidali. È necessario mitigare la crisi idrica che colpisce i settori civile, agricolo, zootecnico e forestale, con costi di gestione proporzionati ai servizi forniti, evitando speculazioni su un bene primario come l’acqua, a danno dei cittadini“.

Fonte foto Francesca Guida