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06.10.2026

Uccise “per errore” il fratello: arriva la condanna a 21 anni per Angelo Di Falco

di Redazione | 1 min di lettura

Secondo quanto emerso l'imputato condannato, Angelo Di Falco, avrebbe erroneamente sparato al fratello durante una "spedizione punitiva"

Uccise “per errore” il fratello: arriva la condanna a 21 anni per Angelo Di Falco
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Arriva la condanna a 21 anni di reclusione, deliberata dalla Corte d’Assise, per Angelo Di Falco, di Palma di Montechiaro, accusato di tentato omicidio e omicidio “per errore”. Nello specifico l’evento criminoso risale al 28 febbraio dell’anno scorso, quando nel piazzale di una concessionaria del Villaggio Mosè l’imputato condannato ha tolto la vita al fratello, 37enne, Roberto Di Falco. A fare da sfondo alla tragica morte, avvenuta per via di un colpo di pistola, un’aggressione perpetrata ai danni del titolare della concessionaria.

L’aggressione a Villaggio Mosè, dal tentato omicidio all’uccisione di Roberto Di Falco

In ambito della vicenda il pm, Gaspare Bentivegna, aveva richiesto una pena di 25 anni di reclusione, all’interno di un processo ordinario separato rispetto a quello degli altri due individui accusati di aver preso parte all’aggressione.

Secondo quanto emerso dall’accusa, infatti, il concessionario avrebbe acquistato una vettura da Roberto Di Falco, pagando tuttavia con un assegno scoperto. Per tale motivo quindi quest’ultimo, accompagnato dal fratello Angelo e da altri due uomini, avrebbe tentato una spedizione punitiva nei confronti del titolare, senza tuttavia uccidere il “bersaglio”.

A rimetterci la vita, infatti, era stato uno degli uomini che aveva preso parte all’aggressione, motivo per cui è emersa la contestazione di omicidio “per errore”. Secondo il racconto inoltre lo stesso Angelo, dopo aver recuperato l’arma, avrebbe poi tentato di uccidere il figlio del concessionario, entrato in scena nel tentativo di prestare soccorso al padre.

L’arma tuttavia si sarebbe poi inceppata, con la vittima del tentato omicidio che si è in seguito costituita parte civile. Sia la posizione di Calogero Zarbo che quella di Domenico Avanzato, quindi, sono state giudicate con rito abbreviato, concluso con due condanne in primo grado.

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