Cerca nel sito

20.06.2026

Corleone, incubo per una giovane tunisina: ospitalità e lavoro in cambio di abusi, due uomini ai domiciliari

di Redazione | 3 min di lettura

Decisivi per le indagini un video registrato dalla donna, intercettazioni e riscontri investigativi

Corleone, incubo per una giovane tunisina: ospitalità e lavoro in cambio di abusi, due uomini ai domiciliari
Indice

Due uomini di 45 e 71 anni, entrambi residenti a Corleone, sono stati posti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Termini Imerese su richiesta della Procura della Repubblica.

I due sono gravemente indiziati di violenza sessuale nei confronti di una cittadina tunisina giunta da poco tempo in Italia. I fatti contestati risalgono all’ottobre del 2025.

L’arrivo in Italia e la difficile situazione della coppia

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna e il marito erano arrivati dalla Tunisia dopo essere sbarcati a Pantelleria. La coppia si trovava in una situazione di estrema difficoltà economica e abitativa, spostandosi tra diverse località della Sicilia alla ricerca di una sistemazione e di un lavoro.

Il quarantacinquenne avrebbe offerto loro una sistemazione temporanea in un immobile nella propria disponibilità e alcune opportunità lavorative occasionali. Alla donna sarebbero stati affidati incarichi come badante e collaboratrice domestica, mentre il marito avrebbe svolto lavori saltuari come pizzaiolo e bracciante agricolo.

Le presunte avances respinte dalla vittima

Per gli investigatori, proprio approfittando della condizione di vulnerabilità della coppia, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgere alla giovane donna ripetute e insistenti attenzioni di natura sessuale.

La vittima avrebbe sempre respinto ogni tentativo, opponendosi con fermezza alle richieste dell’indagato.

Il trasferimento nell’abitazione del settantunenne

Successivamente la donna sarebbe stata inviata presso l’abitazione del secondo indagato, un uomo di 71 anni, per svolgere mansioni domestiche e di assistenza.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il quarantacinquenne avrebbe riferito all’anziano che la donna fosse disponibile a ricevere attenzioni sessuali. Gli inquirenti ritengono inoltre che avrebbe continuato a tenere comportamenti inappropriati nei confronti della vittima anche in presenza dell’altro uomo.

La cittadina tunisina avrebbe reagito nuovamente respingendo ogni approccio, senza però lasciare l’abitazione a causa della necessità di continuare a lavorare per sostenersi economicamente.

La minaccia con il coltello e il ferimento

Le indagini descrivono un’escalation culminata in un episodio particolarmente grave.

Il settantunenne, sempre secondo l’accusa, avrebbe a sua volta rivolto insistenti attenzioni sessuali alla donna e, di fronte all’ennesimo rifiuto, sarebbe arrivato a minacciarla con un coltello, aggredirla e ferirla.

L’intervento dei carabinieri e il video dell’aggressione

L’inchiesta ha preso avvio la mattina del 18 ottobre 2025, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile della Compagnia carabinieri di Corleone ha notato la donna in strada in forte stato di agitazione, con le mani e gli abiti sporchi di sangue.

Nonostante le difficoltà linguistiche, la vittima è riuscita a far comprendere ai militari quanto accaduto, indicando il presunto responsabile dell’aggressione.

Determinante si sarebbe rivelato anche un video registrato dalla stessa donna durante l’aggressione, ritenuto dagli investigatori particolarmente significativo ai fini dell’inchiesta.

I riscontri raccolti dagli investigatori

Le dichiarazioni della persona offesa avrebbero trovato conferma in una serie di elementi investigativi.

Tra questi figurano referti medici, intercettazioni telefoniche e ambientali, messaggi audio registrati dalla vittima e le testimonianze di altre donne tunisine che avrebbero fornito ulteriori riscontri al racconto.

Per la Procura sarebbe emerso un quadro di particolare gravità sociale, caratterizzato da condotte commesse nei confronti di una persona straniera in condizioni di estrema fragilità.

Le parole del Gip

Nel provvedimento cautelare il Gip sottolinea come emerga “un quadro tanto allarmante quanto desolante, fatto di abusi perpetrati ai danni di una donna appena giunta in Italia con il marito in cerca di lavoro e del tutto priva di mezzi per vivere”.

La Procura: favorire l’emersione di casi simili

La Procura evidenzia che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

La diffusione del comunicato, spiegano gli inquirenti, punta inoltre a incoraggiare eventuali vittime a denunciare situazioni analoghe e a favorire la collaborazione dei cittadini nelle attività investigative.

09:05