CATANIA – Su proposta del Dirigente Scolastico prof. Salvatore Impellizzeri, le classi secondarie di primo grado e le quinte della primaria dell’ICS “Calvino” di Catania il 17 Ottobre scorso hanno assistito alla proiezione del Docufilm “Il cerchio” , con la regia di Sophie Chiarello, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, in collaborazione con Sky Documentaries. La stessa regista è intervenuta al termine della proiezione per rispondere alle domande dei ragazzi e delle ragazze che hanno apprezzato il docufilm.
“Il cerchio” tratta di un esperimento che la regista ha realizzato per 5 anni presso il Circolo Didattico “Daniele Manin” di Roma, seguendo, filmando ed intervistando questi piccoli allievi, con la tecnica socratica dell’arte maieutica, entrando nel mondo delle loro emozioni, nella loro visione della vita, attraverso un dialogo naturale e costante che ha consentito loro di potersi esprimere, testimoniando il percorso di crescita.
La narrazione è incentrata sulla pratica pedagogica del circle time, da questo il titolo del docufilm “Il cerchio”, perché il cerchio rappresenta la vita stessa, “l’accoglienza e l’inclusione, perché all’interno di esso c’è posto per tutti e si è tutti uguali”- dice Sophie Chiarello.
All’interno di quel “cerchio” c’è il segreto per una nuova società, fatta di confronto, di rispetto, di dialogo, ma anche di risoluzione dei problemi, di accoglienza e soprattutto di domande che richiedono il coinvolgimento emotivo e la vera strada per il progresso umano.
“Il cerchio” è uno spazio d’ascolto privilegiato in cui i bambini ripongono il proprio universo e che consente agli adulti di ritrovare il proprio io bambino, come rivela la stessa regista che attraverso questo lavoro ha potuto ritrovare la propria genuinità e la purezza dei sentimenti liberi, non influenzati dalle sovrastrutture degli adulti.
I bambini e i ragazzi protagonisti sono stati capaci di interrogarsi e confrontarsi sui principali temi filosofici come l’amore o il dolore, il sogno o la realtà, ma anche su temi sempre attuali come quello del mondo adulto, dell’integrazione, del bullismo, del mondo del lavoro e anche della pandemia, che la classe ha sperimentato negli ultimi mesi della conclusione del percorso scolastico. Con una cadenza regolare, per l’intero ciclo di cinque anni, Sophie Chiarello ha partecipato in classe “ai cerchi organizzati dalla maestra”, spiegando così il significato e l’obiettivo del film.
Dal “cerchio” passa tutta la migliore pedagogia, dalla Montessori che poneva i piccoli al centro della relazione educativa, lasciandoli liberi di agire, sperimentare e anche sbagliare all’interno di un ambiente pensato per stimolarli, a quella “maieutica” di Danilo Dolci che incentrava la sua azione formativa sul chiedere, sull’esplorare, sul creare, sull’interrogazione, come “ricerca” interiore.
Ogni spettatore, anche gli stessi docenti, sono stati coinvolti in questo “cerchio” che seppure contemporaneo, è diventato lo specchio di quella scuola che non hanno vissuto, ma che conoscono molto bene: quella di Mario Lodi capace di formare cittadini in grado di esporre le proprie idee, ma con il dovere di ascoltare e rispettare le opinioni altrui o quella di Don Milani come “scuola aperta ed inclusiva”, soprattutto per gli svantaggiati.
Alla fine della proiezione è stato molto proficuo il confronto – dialogo con la regista, infatti i piccoli studenti spettatori dell’ICS “Calvino”, hanno partecipato, in modo spontaneo e naturale, nel porre domande e nel rispondere a quelle che la Chiarello poneva ad essi, nella modalità del “cerchio”. Sono venute fuori le emozioni, come un flusso di acqua fresca da sorgente, con la stessa purezza e trasparenza del loro cuore, come a ricordarci che i bambini sono “naturalmente buoni” come ci ricordava la pedagogia di Rousseau e che spetta ai docenti guidarli in quell’educazione naturale, centrata sui bisogni più profondi ed essenziali, rispettando i propri ritmi di crescita e valorizzando ogni singola caratteristica del loro essere.