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01.07.2019

Avevano rubato carburante e attrezzi aziendali: condannati 4 dipendenti pubblici, ribaltata la sentenza iniziale

di Redazione
Avevano rubato carburante e attrezzi aziendali: condannati 4 dipendenti pubblici, ribaltata la sentenza iniziale

PALERMO – Il giudice penale del Tribunale di Palermo, contrariamente a quanto affermato dal giudice del lavoro, che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento disciplinare irrogato dalla Rap nei confronti di 4 dipendenti chiedendo la reintegrazione, oggi ha stravolto la precedente decisione.

I dipendenti A.C., F.M., G.D. e S.M. avevano illecitamente sottratto carburante e attrezzi di proprietà aziendale. La Rap li aveva licenziati, ma successivamente la sentenza di primo grado del giudice del lavoro Paola Marino, del 7 gennaio 2019, li aveva reintegrati riconoscendogli, tra l’altro, il pagamento della pregressa retribuzione.

L’amministratore unico di Rap, comunque, aveva dato mandato al proprio ufficio legale, guidato dal dirigente Donatella Codiglione, di impugnare la sentenza.

Oggi, il giudice penale Walter Turturici ha condannato alla pena di 4 anni di reclusione, nonché alla pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici e anche, ai sensi dell’articolo 32 quinquies del codice penale, di procedere con estinzione del rapporto di lavoro dagli stessi intrattenuti con la Rap.

A seguito di indagini della polizia Giudiziaria avvenuti tra Aprile 2013 e Settembre 2014 – dichiara l’amministratore unico di Rap Giuseppe Norataè emerso che questi dipendenti hanno illecitamente sottratto carburante e attrezzi di proprietà di Rap e su questo non si può essere transigenti. Il tempo ci ha dato ragione confermando la tesi del nostro ufficio legale. Le sentenze si rispettano ma nessuno può permettersi di danneggiare l’immagine societaria, dei tanti lavoratori onesti e della collettività per pochi che non fanno il proprio dovere”.

Erano stati gli inquirenti, dopo pedinamenti e supportati da video, ad arrestare, nell’aprile 2015, i quattro impiegati perché presi in flagranza di reato.

Ora si aspetta l’udienza di riesame in sede di corte di Appello, sezione lavoro, che si riunirà nei prossimi giorni per confermare o meno il giudizio del giudice Paola Marino.

Immagine di repertorio