CATANIA – 42 anni dalla scomparsa del giornalista siciliano Giuseppe Fava. Determinante la sua battaglia nei confronti della mafia, soprattutto Cosa Nostra, a tal punto da risultare un personaggio “scomodo e ingombrante” nell’ambiente della criminalità organizzata. Nel corso della sua carriera giornalistica, di scrittore e conduttore radiofonico, ha lavorato in diverse Redazioni, fino a quando ne fondò una propria, ovvero quella de “I Siciliani“.
Il ricordo del giornalista siciliano Giuseppe Fava
Era una rivista indipendente basata sull’antimafia, che si occupava principalmente dei casi di cronaca. Tra notizie e informazioni di un certo rilievo, vi erano anche alcune interviste “scottanti”, fatte proprio ai boss di Cosa Nostra, ma l’articolo più importante della testata, firmato dallo stesso Fava, fu quello d’esordio, dal titolo “I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa“.
Con quanto scritto, Giuseppe Fava si riferiva alle attività illecite di quattro imprenditori catanesi, comprovate da fonti certe e da una vera inchiesta di denuncia. Il caso riguardava coinvolgimento e rapporti di Carmelo Costanzo, Gaetano Graci, Mario Rendo e Francesco Finocchiaro, con il clan mafioso del boss Nitto Santapaola.
Cosa Nostra tentò in ogni modo di scoraggiare e ostacolare Fava nel suo lavoro, passando dalle minacce ai “piccoli” avvertimenti. Quest’ultimo però non si tirò mai indietro, credendo fortemente in alcuni valori ben precisi, come quello della legalità.
L’agguato mafioso
Fu ucciso la sera del 5 gennaio 1984 alle 21:30 a Catania, mentre usciva dalla Redazione, da cinque proiettili calibro 7,65. Inizialmente l’omicidio venne considerato come “delitto passionale“, con conseguente chiusura delle indagini nel giro di pochissimo tempo.
Si prese in considerazione e venne battuta qualunque pista, eccetto quella di tipo mafioso. In seguito, le accuse rivolte da Fava si rivelarono veritiere. Emersero infatti vari collegamenti tra i quattro cavalieri del lavoro catanesi e la mafia.
Quasi dieci anni dopo, nel 1993, venne organizzata l’operazione “Orsa Maggiore“, che permise, attraverso un maxi-blitz contro il clan Santapaola, di arrestare 156 persone, tra cui il mandante dell’omicidio di Fava (Nitto Santapaola) e l’esecutore materiale (il nipote Aldo Ercolano).
Ad avere un ruolo determinante fu anche il libro scritto dal figlio Claudio, intitolato “La mafia comanda a Catania“, nel quale si evidenziavano le condotte “losche” dei cavalieri del lavoro, descritti e definiti come “tipi ambiziosi, astuti e pragmatici“.
Le iniziative per la giornata di oggi
Numerose le iniziative previste per la giornata di oggi, soprattutto nella città di Catania, ma in generale anche nel resto della Sicilia.
Per Catania infatti non si tratta “solo” di un ricordo del passato, da “rispolverare” nella data designata di celebrazione, ma del rinnovo costante di un impegno, partendo dall’imperativo della locandina. Una frase semplice che Fava pronunciò, al cui interno vi sono forza, lealtà e determinazione.
In primis, si svolgerà la commemorazione di Giuseppe Fava, suddivisa in tre momenti.
Il primo si terrà in mattinata, alle ore 11 al Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia e luogo simbolo per Fava. Qui si comincerà con l’assemblea dei “Siciliani Giovani“, con la successiva consegna del premio Giuseppe Fava ad Antonio Mazzeo, giornalista impegnato nell’analisi dei conflitti e in tematiche come pace e diritti umani.
La giornata proseguirà nel pomeriggio, con la seconda fase che avrà inizio alle ore 16 con una manifestazione a Piazza Roma. Questo il punto da cui partirà il corteo, che percorrerà varie vie della città, terminando poi proprio in via Giuseppe Fava, luogo dell’attentato. La commemorazione culminerà con la terza e ultima tappa alle ore 18, per un momento di riflessione e raccoglimento davanti alla lapide posta in via Fava.
100 anni dalla nascita di Giuseppe Fava
Quest’anno inoltre ricorre il centenario dalla nascita di Giuseppe Fava, pertanto le attività in programma sono molteplici. Di seguito, ecco alcuni degli eventi organizzati durante gli ultimi mesi:
- L’annullo filatelico promosso da Poste Italiane all’Istituto Comprensivo Giuseppe Fava di Mascalucia;
- La mostra pittorica “La cultura e il Diavolo” (oggi l’ultimo giorno per visitarla);
- Gli itinerari di coraggio organizzati a Palazzolo Acreide e l’incontro di approfondimento sui romanzi di Fava;
- Il documentario di Carla Virzì e Emanuela Ranucci “L’ultima fila” trasmesso su La7;
- Lo spettacolo “Le parole di Pippo” di Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta;
- La presentazione del catalogo della mostra alla Società di Storia Patria di Catania;
- La proiezione del documentario “Siciliani” di Giuseppe Fava e Vittorio Sindoni al Piccolo Teatro della Città e all’USB di Catania;
- La presentazione del III volume del teatro “Il sogno è tutto ciò che vogliamo” a cura di Massimiliano Scuriatti;
- Lo spettacolo “Il potere e la beffa, viaggio nella drammaturgia di Giuseppe Fava” di Claudio Fava a Palazzolo Acreide.
Le celebrazioni del centenario si concluderanno con gli eventi organizzati oggi, in occasione del 42esimo anniversario dell’uccisione di Giuseppe Fava. Il programma è iniziato ieri con la proiezione della prima parte del documentario “Siciliani” all’USB di Catania, mentre sera alle ore 19, seguirà la visione della seconda parte e infine un dibattito.
La giornata di oggi, 5 gennaio 2026, si chiuderà al Piccolo Teatro della Città con la consegna del Premio Fava “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie“, quest’anno assegnato alla memoria dei giornalisti e scrittori palestinesi uccisi a Gaza.
Alcune attività continueranno anche nella giornata di domani, 6 gennaio. A partire dalle ore 16 sarà possibile visitare la mostra alla GAM (Galleria d’Arte Moderna), e alle 18 ci sarà la Messa in suffragio per Giuseppe Fava e tutte le vittime di mafia, celebrata nella Cattedrale di Catania dall’Arcivescovo Monsignor Luigi Renna.




