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19.11.2025

Ragazza annegata in piscina a Bagheria, i ragazzi presenti alla festa risponderanno in Procura

di Redazione
Ragazza annegata in piscina a Bagheria, i ragazzi presenti alla festa risponderanno in Procura

PALERMO – Saranno sentiti in Procura i ragazzi che la notte del 2 agosto erano presenti alla festa di laurea in una villa di Bagheria, dove è morta Simona Cinà, 21 anni, di Capaci, annegata nella piscina della struttura. Il passo successivo delle indagini ruoterà proprio attorno alle testimonianze di chi era a bordo vasca nei momenti della tragedia.

Nessuno dei giovani invitati alla festa ha risposto alla convocazione privata dell’avvocato Antonio Ingroia, legale della famiglia Cinà. L’ex procuratore aggiunto della Dda di Palermo voleva ascoltare almeno quattro ragazzi, gli amici più stretti di Simona, nell’ambito delle indagini difensive richieste dai genitori, dal fratello e dalla sorella gemella della vittima.

«Me lo aspettavo, i familiari mi avevano già detto che dopo i funerali anche gli amici più stretti non si sono più fatti sentire», ha dichiarato Ingroia, spiegando di voler evitare di dover coinvolgere il pubblico ministero, ma ritenendo ormai inevitabile questo passaggio.

Va precisato che nessuno dei ragazzi era obbligato a presentarsi allo studio del legale: tutti hanno già reso dichiarazioni ai carabinieri e al sostituto procuratore di Termini Imerese Raffaele Camarrano. Ora però l’avvocato potrà chiedere formalmente al pm di convocarli in Procura come persone informate sui fatti, per un interrogatorio alla sua presenza e sotto il controllo del magistrato.

I familiari di Simona non credono all’ipotesi del malore improvviso e faticano ad accettare che nessuno dei trenta, forse quaranta, invitati rimasti a bordo piscina nell’ora della tragedia si sia accorto di nulla. La giovane venne trovata sul fondo della vasca pochi minuti dopo le 4 del mattino: fu uno dei festeggiati, insieme a un amico, a tuffarsi e a riportarla fuori dall’acqua.

Alle 4.10 partì la chiamata al numero unico di emergenza, ma all’arrivo del 118 Simona era già morta. Sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza; gli ematomi sullo sterno, secondo i primi riscontri, sarebbero compatibili con i tentativi di rianimazione effettuati dagli amici. La relazione finale del medico legale non è stata ancora depositata e sarà decisiva per chiarire le cause esatte del decesso e ricostruire, minuto per minuto, la notte in cui la festa si è trasformata in tragedia.

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