Sin dall’inizio della guerra fra Russia e Ucraina la voce della generazione Z è sempre stata chiara.
Un “no” ad ogni guerra nel mondo. Più che mai nelle ultime settimane lo si è visto nei numerosi cortei che hanno sfilato nelle piazze delle nostre città in difesa del
popolo palestinese.
Proprio venerdì 23 febbraio, a Catania, Pisa e Firenze, si sono
riuniti per manifestare giovani studenti, ma purtroppo e inaspettatamente questi cortei si sono trasformati in uno scontro
con le forze dell’ordine.
Il corteo di Catania ha avuto come prima tappa il McDonalds di piazza Stesicoro, la cui facciata è stata imbrattata con vernice rossa lavabile e fogli con scritte quali ‘’Mc Donalds complice di genocidio’’
e ‘’Boicotta Israele’’.
Dopo ha proseguito in via Etnea.
La conclusione era prevista in piazza Università, ma i manifestanti hanno deciso di proseguire fino a piazza Duomo.
Pertanto i manifestanti sono stati bloccati dal cordone delle Forze dell’ordine e
ci sono stati momenti di tensione.
Poi il corteo è sembrato sciogliersi, ma in realtà i partecipanti sono arrivati in piazza Duomo da vie secondarie, per poi protestare davanti al Municipio.
Il corteo di Catania era stato comunicato. Relativamente ai fatti di
Pisa, invece, il ministro Piantedosi ha riferito che i ragazzi non avevano dato preavviso alla Questura.
Sul posto le Forze dell’ordine avrebbero più volte chiesto ai manifestanti quale fosse
l’intento che essi avevano nel proseguire, ma gli studenti non avrebbero voluto dare alcuna risposta e si sarebbero sottratti ai
tentativi di mediazione da parte del personale della Digos.
I manifestanti avrebbero persistito, nonostante gli ammonimenti da
parte del Dirigente del servizio e la richiesta espressa e ripetuta di
non dirigersi in Piazza dei Cavalieri.
Secondo alcune testimonianze, i partecipanti del corteo avrebbero
iniziato a dare calci e spintoni alle forze dell’ordine, quindi
sarebbero stati loro ad iniziare la contrapposizione.
Secondo altri testimoni, invece, il corteo era immobile davanti alle
forze dell’ordine. Il via lo avrebbe dato un membro di queste ultime,
ancora non identificato, che, a quanto pare, avrebbe detto: “Basta,
hanno rotto’’. Dopodiché sarebbe partita la carica sugli studenti.
Il risultato è noto, anche grazie ai contenuti divenuti virali sui social:
studenti con mani, braccia e nasi rotti. Alcuni, scappando dal
corteo, tremanti per l’accaduto, sarebbero andati dai loro docenti
che stavano assistendo alla manifestazione. Una studentessa
sedicenne, con la mano fratturata dai colpi di manganello, avrebbe
riferito subito al suo docente, Prof. Lorenzo Carletti, del Liceo
artistico Russoli di Pisa: “Prof, il poliziotto rideva mentre mi
picchiava!”.
Dopo le scene riprese dagli insegnanti e dalle emittenti televisive, il
Presidente della Repubblica ha condiviso un post nel quale ha
affermato: ‘’l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui
manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza, tutelando, al
contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i
ragazzi i manganelli esprimono un fallimento.”
Ciò detto, si ritiene sia doveroso ricordare al lettore di New Sicilia
due articoli della nostra Costituzione:
Art. 17
‘’I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le
riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto
preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato
preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per
comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica’’.
Art. 21
‘’Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero
con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa
non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.’’
Un timore nasce a questo punto, quello che le parole espresse dal
Presidente della Repubblica rimangano inascoltate.
Se davvero si fosse trattato di mancato rispetto della Costituzione
da parte di chi dovrebbe farla rispettare, ciò rivelerebbe una grave
situazione sociale in cui versa il nostro sistema democatrico. Se a
ciò si aggiunge il fatto che la Rai ha preso le distanze da Ghali per
aver detto: ‘’Stop al Genocidio’’, tutto porterebbe a chiedersi: ma
l’Italia è veramente una Repubblica Democratica?
Militello Michael 4 Accoglienza Istituto Omnicomprensivo Pestalozzi – Catania