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31.01.2024

IL NUOVO “VELO DI MAYA”

di Redazione | 2 min di lettura
IL NUOVO “VELO DI MAYA”

La nostra Italia si professa una Repubblica democratica, ma è veramente così?

Questo interrogativo sorge spontaneo soprattutto dopo il 19 dicembre, quando la Camera dei deputati ha approvato una modifica al codice di procedura penale per vietare la pubblicazione delle ordinanze cautelari fino al termine dell’udienza preliminare.

 

Questa richiesta è stata presentata da un esponente di ‘’Azione’’ Enrico Costa, ed è stata votata da tutto l’arco parlamentare, ad eccezione di M5S, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra.

Se anche il Senato dovesse approvarla, l’autonomia dei giornalisti sarebbe sicuramente compromessa. Infatti si dovrà essere meno precisi, e soprattutto si limiterà l’informazione.

Tuttavia, i giornalisti non dovrebbero essere ostacolati nello svolgere il loro lavoro e, questo lo recita la Costituzione proprio all’art.21, che oltre ad affermare che <<tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione>> afferma anche che <<la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure>>

 

Inoltre l’emendamento Costa lederebbe il diritto dei cittadini di essere informati, danneggiando tutti: i cittadini che fruiscono le notizie, i magistrati, i legali di parte…

I cittadini devono sapere perché vengono presi provvedimenti così pesanti, tuttavia se solo si approvasse la legge ‘’bavaglio’’ ci si macchierebbe di una pesante limitazione del diritto di cronaca.

Infatti un giornalista libero è colui che non ha i bavagli, ma è sicuro del proprio futuro lavorativo.

I giornalisti sono coloro che contribuiscono a rendere vivo il campo della democrazia, quindi perché si dovrebbero ostacolare?

 

In questi giorni molti giornalisti si stanno mobilitando contro questa legge attraverso flash mob.

In Liguria, ad una sola voce affermavano che “I giornalisti italiani sono mobilitati per salvaguardare la dignità della loro professione e tutelare il diritto dei cittadini a essere informati, correttamente e tempestivamente. Da ogni piazza chiediamo al presidente della Repubblica di non firmare la legge di delegazione europea che contiene la norma “bavaglio” proposta da Enrico Costa ”

Alla giornata di protesta hanno aderito anche Cgil Genova e Liguria, affermando che “Non si tratta solo di una lotta di categoria che riguarda i giornalisti, ma di una battaglia che deve interessare tutti i cittadini di questo”

 

Stiamo parlando di una battaglia per i diritti: a essere informati, a vivere in una democrazia compiuta, una democrazia che avanza e non che arretra. E nel 2024 è ancora pensabile parlare di limitazione di diritto di pensiero ed espressione in una democrazia?

 

Gemma Guardo 5^C  “Nicola Spedalieri” – Catania

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