È quanto emerge dal documento unitario di programmazione degli investimenti sanitari in Sicilia (Dupiss).
In Sicilia investimenti per 2,03 miliardi di euro con cui ristrutturare 379 ospedali. L’obiettivo è di rimodernare il patrimonio sanitario pubblico. Ecco tutte le cifre e gli ospedali coinvolti
Dell’importo di 2,03 miliardi di euro, la componente principale è costituito dalle risorse nazionali (1,37 miliardi). Quest’ultime sono integrate con quelle derivanti dai rimborsi europei (208 milioni) e il fondo opere indifferibili (60,5 milioni). Si raggiunge così l’importo di circa 1,64 miliardi. Per completare il quadro degli investimenti, presenti anche delle risorse della Missione 6 del Pnrr 8383 milioni).
Questi numeri emergono dalla versione aggiornata del documento unitario di programmazione degli investimenti sanitari in Sicilia (Dupiss). La versione a cui si fa riferimento è quella di maggio 2026, la quale contiene il programma delle risorse destinate all’ammodernamento del patrimonio sanitario pubblico.
Il servizio Sanità della Regione siciliana ha redatto il documento lo scorso 14 maggio, dando così il via libera alla giunta. Dopo aver trasmesso la delibera alle commissioni Bilancio e Salute, Servizi Sociali e Sanitari, quest’ultima il 23 giugno ha espresso parere favorevole sulle parti di competenza. Spetterà all’Assemblea regionale deliberare con ordine del giorno.
Il Dupiss ha in programma la realizzazione di 119 interventi, a cui si aggiungono i 260 già previsti nel Pnrr, per un totale di 379. Questi riguardano i poli ospedalieri di Palermo (4 interventi per 712,4 milioni di euro): consolidamento finanziario per il nuovo Policlinico, nuovo ospedale Palermo Nord, ospedale Pediatrico e rifunzionalizzazione del presidio ospedaliero Ingrassia.
Per il nuovo ospedale di Siracusa sono previsti 172,02 milioni per il completamento dell’iter realizzativo, mentre all’ospedale di Alcamo stanziati 55 milioni per la costruzione del nuovo presidio da 85 posti letto.
Recuperati 12 progetti Pnrr della rete territoriale (27,41 milioni) e ricollocati tramite risorse nazionali suddivisi tra le case della comunità (comprese quelle di Lampedusa, Trapani, Acireale, Cattolica Eraclea, Barrafranca e Rosolini) e gli ospedali di comunità (tra i quali di Noto, Catania, Ramacca e Agira).
Quota di 19,16 milioni per ospedali sicuri e sostenibili, per la copertura del fabbisogno finanziario emergente per il recupero di venti interventi relativi ad adeguamenti sismici e messa a norma.
Stanziati 249,9 milioni per 42 interventi di euroedilizia sanitaria che svolgeranno la funzione di ammodernamento e adeguamento normativo. Previsti questi interventi per il padiglione A dell’ospedale Cervello di Palermo (39,6 milioni), l’ampliamento dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani (14 milioni), il completamento della ristrutturazione e messa a norma dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta (12 milioni), l’edificazione di una nuova struttura poliambulatoriale presso l’ospedale Cannizzaro di Catania (12,9 milioni) e l’adeguamento normativo dell’ospedale Basilotta di Nicosia (13,5 milioni).
A questi si aggiungono nuove opere (37 interventi per 208,7 milioni di euro), tra cui la ristrutturazione dei locali da destinare alle unità di terapia intensiva e sub-intensiva dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa (4,3 milioni di euro), il completamento della piastra dei servizi dell’ospedale Civile di Ragusa (18 milioni di euro), i lavori di ristrutturazione e adeguamento dei padiglioni 3, 7 e 8 del Cefpas di Caltanissetta (20,2 milioni di euro) e l’acquisizione del sistema di chirurgia robotica per l’Arnas Garibaldi di Catania (3,2 milioni di euro).
Contemplato anche l’efficientamento tecnologico e l’ammodernamento (4 progetti per 13,1 milioni di euro), tra cui la realizzazione di un ospedale di comunità a Santa Caterina Villarmosa (4,8 milioni di euro), l’acquisizione di una nuova apparecchiatura di risonanza magnetica nucleare all’ospedale di Milazzo per l’Asp di Messina (1,8 milioni di euro), i lavori di ristrutturazione e adeguamento del padiglione 27 dell’ospedale Pisani di Palermo (3,3 milioni di euro) e l’acquisto di un sistema di chirurgia robotica avanzata per l’ospedale San Giovanni di Dio dell’Asp di Agrigento (3,2 milioni di euro).
Infine, è contemplata anche la copertura dell’incremento dei costi dei materiali per circa 280 interventi con fondi Pnrr o stralciati e rifinanziati con fondi nazionali.