La Regione Siciliana interviene sulla revoca dell’Avviso 33 e avvia una verifica urgente per scongiurare ripercussioni sull’anno formativo 2026-2027.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha incontrato a Palazzo d’Orléans l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano, per esaminare le conseguenze del provvedimento e individuare una soluzione in tempi rapidi.
Al centro del confronto ci sono la tutela del diritto allo studio, la continuità dei percorsi legati all’obbligo formativo e la necessità di garantire il regolare avvio delle attività.
Dopo l’esame delle motivazioni che hanno portato alla revoca e delle criticità emerse, Schifani ha affidato all’assessore Turano il compito di individuare la soluzione amministrativa e organizzativa più adeguata.
L’obiettivo è consentire a tutti gli studenti aventi diritto di accedere ai percorsi previsti dall’obbligo formativo, evitando ritardi o interruzioni nell’offerta destinata ai giovani siciliani.
La Regione punta a intervenire prima dell’inizio del nuovo anno, rispettando le scadenze necessarie all’organizzazione delle attività formative.
«La nostra priorità è garantire il diritto allo studio e offrire certezze alle famiglie, evitando qualsiasi conseguenza sull’avvio del prossimo anno scolastico e formativo», ha dichiarato il presidente della Regione.
Schifani ha chiesto di verificare tutte le opzioni percorribili per superare le criticità determinate dalla revoca dell’Avviso 33.
La soluzione dovrà assicurare la continuità dell’offerta formativa e, allo stesso tempo, tutelare gli operatori del settore coinvolti nella programmazione e nella gestione dei corsi.
Il fattore tempo rappresenta uno degli aspetti principali della vicenda. La Regione dovrà infatti definire rapidamente il percorso da seguire per consentire agli enti di organizzare le attività e agli studenti di iniziare regolarmente il nuovo anno.
Il governo regionale intende evitare che le procedure amministrative possano tradursi in disagi per le famiglie o in ritardi nei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Nei prossimi giorni sono attese nuove valutazioni da parte dell’assessorato, chiamato a presentare una proposta capace di coniugare rispetto delle regole, continuità didattica e tutela dei soggetti interessati.