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07.08.2026

Cocaina in un contenitore per creme: scoperto l’escamotage di un pusher ai domiciliari

di Redazione | 1 min di lettura

I carabinieri hanno effettuato un ordinario controllo che per alcune circostanze sospette ha dato luogo a una perquisizione domiciliare

Cocaina in un contenitore per creme: scoperto l’escamotage di un pusher ai domiciliari
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Proseguono senza soluzione di continuità i servizi dell’Arma, volti al mirato contrasto del fenomeno legato allo spaccio di stupefacenti a Ragusa.

I carabinieri della Sezione Operativa della compagnia di Ragusa hanno arrestato L.S., un 52enne ragusano, gravemente indiziato del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

La cocaina in un contenitore per creme

In considerazione della misura degli arresti domiciliari alla quale l’uomo era sottoposto per precedenti in materia di stupefacenti, i carabinieri hanno effettuato un ordinario controllo che per alcune circostanze sospette ha dato luogo a una perquisizione domiciliare. L’intuizione dei militari ha fornito riscontro positivo: occultato all’interno di un’intercapedine creata in un bagno in ristrutturazione, un cospicuo quantitativo di cocaina nascosto in un contenitore per creme.

Il materiale per il confezionamento

L’approfondita perquisizione, estesa quindi agli altri ambienti domestici, ha permesso di riscontrare la presenza di materiale atto al confezionamento, oltre ad un grosso bilancino di precisione, verosimilmente utilizzato per la pesatura delle dosi. Gli accertamenti successivamente promossi presso il comando di piazza Caduti di Nassirya, hanno permesso di quantificare lo stupefacente, sequestrato per le analisi qualitative di laboratorio, in circa 65 grammi, di cui 50 ancora sottovuoto, che al dettaglio avrebbero potuto fruttare fino a 10mila euro.

L’arresto

Considerate le circostanze, il 52enne è stato arrestato in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Esperite le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto nel carcere di Ragusa, a disposizione della magistratura.

Il grado di responsabilità dell’indagato dovrà essere vagliato in sede giurisdizionale, come legislativamente previsto.

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