SIRACUSA – Contratti Energia-Raffinazione e Coibentazione-Ponteggi, questione ambientale e investimenti. Sono questi i punti cardine dello sciopero organizzato ieri dai lavoratori del comparto chimico delle industrie, con annesso sit-in davanti alla sede della Lukoil a Siracusa.
L’attenzione si è focalizzata in particolar modo sul contratto riguardante la coibentazione, che non viene rinnovato da 5 anni e per il quale finora si è andati avanti in un altro modo.
L’adesione all’iniziativa è stata tanta e di questa ne dà conferma il segretario provinciale Filctem Cgil Siracusa, Giuseppe D’Aquila, che spiega anche come si aspetti adesso la convocazione dei tavoli riguardanti entrambi i contratti da parte dei vertici nazionali.

“Lo sciopero è stato straordinariamente partecipato – afferma D’Aquila –, la Sicilia è stata la regione che ha avuto il più alto tasso di adesione, in quanto ci siamo avvicinati al 100 %. Adesso attendiamo dalle segreterie nazionali notizie per la riconvocazione di ambedue i tavoli. Siamo fiduciosi sul fatto che Confindustria torni sui suoi passi e anche pronti a sviluppare una trattativa e a definire le caratteristiche di un modello contrattuale che ha contraddistinto la nostra azione nel tempo a garanzia delle stesse aziende. Le nostre eventuali azioni di lotta le porteremo avanti anche a livello territoriale perché Siracusa è uno dei territori più importanti per la convocazione di questi tavoli”.
Se non vengono rinnovati i contratti nazionali non si potrebbe tutelare il potere d’acquisto dei salari. Inoltre anche la questione ambientale e quella relativa agli investimenti hanno la loro importanza
“In questi 5 anni abbiamo tentato di garantire – conclude D’Aquila – le retribuzioni adeguate ai lavoratori attraverso la contrattazione di secondo livello. È chiaro che non possiamo recuperare tutto così e dobbiamo rinnovare il contratto. I lavoratori della coibentazione pagano le conseguenze più care di tutto ciò. Siracusa è strategica nell’ambito della transazione energetica può determinare, tra manutenzioni e realizzazione di nuovi impianti che trasformino le aziende pesanti, investimenti per oltre due miliardi di euro e se non mettiamo ordine tutto questo si complica. Siamo pronti a fare anche una vertenza con la Regione Siciliana affinché gli investimenti sul settore dell’energia si realizzino, ma dobbiamo stare fuori dal caos. Purtroppo le società tentennano e c’è tanta burocrazia con concessioni autorizzazioni dagli enti locali, per le quali passa del tempo. Così le aziende trovano un alibi per investire da altre parti e questo scippo noi non lo accettiamo. Il problema ambientale è il fulcro per la trasformazione di quest’area industriale, in quanto ci sono tecnologie avanzatissime che ci consentirebbero di convivere con le industrie pesanti e di ridurre le emissioni di sostanze odorigene. Noi ce la metteremo tutta”.
Si ringrazia Giuseppe D’Aquila per le immagini