In seguito, il dettaglio delle attività messe in campo dalla Regione su roghi, frane ed erosione costiera.
“Incendi, siccità, alluvioni, frane ed erosione delle coste non possono essere considerati problemi indipendenti. Sono aspetti diversi di una stessa sfida: adattare il governo del territorio a condizioni climatiche che stanno cambiando e costruire un sistema regionale di prevenzione capace di leggere insieme tutti i rischi.
La Regione è in prima linea su tutti questi fronti, siamo consapevoli che occorre un approccio integrato, dobbiamo fare sistema con le istituzioni del territorio e quindi apprezzo questo momento di confronto istituzionale: siamo al fianco dei sindaci e dei Comuni, con i quali in questi anni abbiamo aperto un’interlocuzione costante e diretta, e considero condivisibile la proposta del sindaco di Taormina, esposta in apertura dei lavori, di un fondo di rotazione che consenta agli enti locali di attingere alle risorse necessarie per mettere in campo le attività di prevenzione. Dobbiamo lavorare con responsabilità su questi temi e confido che l’Assemblea regionale operi per destinare le risorse necessarie a queste iniziative, evitando parcellizzazioni”.
Lo ha dichiarato questa mattina il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo al Palacongressi di Taormina al convegno “La Sicilia brucia e la politica deve agire!”, sui temi della difesa dell’ambiente e del territorio siciliano.
“Non possiamo eliminare il rischio, ma possiamo conoscerlo meglio, ridurlo e prepararci prima – ha aggiunto il presidente – Lo stiamo facendo su più livelli. La Protezione civile regionale formerà, a partire da lunedì prossimo, i 391 responsabili di tutti i Comuni dell’Isola per trasformare le allerte in decisioni tempestive, prevenzione concreta e maggiore sicurezza per i cittadini. Sul tema incendi: nuove assunzioni, nuovi mezzi, più giornate per gli operai stagionali, formazione dei volontari, Sala operativa unica, Control Room, sensori e nuove tecnologie. Sul fronte della prevenzione della siccità: dissalatori, reti, traverse, dighe e maggiore capacità di accumulo. Dobbiamo continuare a lavorare, dentro la stessa visione, anche per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, le alluvioni e la protezione delle coste”, ha aggiunto Schifani.
In seguito, il dettaglio delle attività messe in campo dalla Regione su roghi, frane ed erosione costiera.
Sul tema degli incendi, la Regione ha messo in campo numerose risorse: dalla Sala operativa unificata regionale alla Control Room, sino ai 25 milioni di euro del Pon Legalità destinati, grazie all’accordo con il Ministero dell’Interno e con l’azienda di Stato Leonardo, a un progetto strategico per la Sicilia: la realizzazione di un sistema che integra cartografia, dati satellitari, sensori e piattaforme già utilizzate dalla Protezione civile e dal Corpo forestale. Quest’ultimo potrà individuare hotspot, elaborare mappe del rischio e simulare la propagazione delle fiamme in base alle condizioni meteorologiche.
Entro l’anno questa infrastruttura dovrebbe essere completata con 12 torrette digitali e circa 8 mila sensori distribuiti su tutto il territorio regionale. Fondamentale inoltre anche il potenziamento del personale, attraverso la riapertura della stagioni di assunzioni del corpo forestale. I primi 46 nuovi agenti sono già in servizio e altri 266 lo saranno entro l’inizio della prossima campagna antincendio mentre, ulteriori 130 agenti inizieranno tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
Con la legge regionale 1 del 2024, sarebbe stato rafforzato il sistema antincendio attraverso un maggiore utilizzo degli operai forestali stagionali, aumentando le giornate lavorative. Rifornito inoltre il Corpo di 384 nuovi mezzi per oltre 67 milioni di euro.
Sul tema delle risorse idriche, messi in funzione i dissalatori i di Trapani, Porto Empedocle e Gela. L’amministrazione sarebbe intervenuta su pozzi, reti, traverse e sistemi di adduzione, aumentando la fornitura di acqua di oltre 2.300 litri al secondo. Incrementate inoltre le risorse per la manutenzione delle dighe: nel 2025, stanziati circa 7,2 milioni di euro, più del triplo della media degli anni precedenti. I dati più recenti indicano negli invasi circa il 70 per cento di acqua in più rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alle piogge e agli interventi adottati per ridurre la dispersione.
In fase di aggiornamento invece il Piano delle coste, alla luce delle criticità emerse e di fenomeni meteomarini sempre più intensi, come il ciclone Harry. Le barriere si dimostrano una soluzione efficiente, dove le caratteristiche tecniche lo permettono. Con la Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, programmate numerose opere antierosione. A Messina, per esempio, l’amministrazione ha avviato un intervento da 10,8 milioni di euro che prevede barriere soffolte e il ripascimento della spiaggia. Avviata inoltre la progettazione degli interventi antierosione lungo 84 chilometri di costa e quattordici Comuni del versante tirrenico.