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09.05.2023

Palermo, processo ai buttafuori: 6 condanne e 4 assoluzioni – I NOMI

di Redazione
Palermo, processo ai buttafuori: 6 condanne e 4 assoluzioni – I NOMI
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PALERMO – Nel processo a carico dei buttafuori accusati di essere coinvolti in una presunta organizzazione criminale che imponeva la violenza nei locali notturni di Palermo e provincia, la sentenza emessa dalla seconda sezione del tribunale ha portato a sei condanne e quattro assoluzioni.

La sentenza è stata pronunciata poco dopo le 22 di ieri, con pene inferiori rispetto alle richieste avanzate dall’accusa.

Il boss Massimo Mulè

L’organizzazione, secondo le indagini, operava sotto la regia di Cosa Nostra, in particolare del boss Massimo Mulè, già processato e condannato in precedenza in abbreviato.

Gli imputati erano accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il processo si è svolto davanti al tribunale presieduto da Roberto Murgia.

Le intercettazioni

Durante il dibattimento, sono emerse intercettazioni che hanno evidenziato il coinvolgimento dei buttafuori nell’organizzazione del Capodanno del 2016 a Città del mare, a Terrasini.

In una di queste intercettazioni, Andrea Catalano, uno degli imputati, riferendosi all’evento, ha affermato: “Scoppia la guerra mondiale, la terza guerra mondiale. Là sopra volano tutti dalle finestre. Capito?“.

Le condanne

La sentenza ha stabilito le seguenti condanne: Andrea Catalano è stato condannato a 8 anni di reclusione per due dei cinque capi di imputazione, rispetto alla richiesta di 12 anni avanzata dall’accusa. Cosimo Calì è stato condannato a 5 anni (richiesta 10 anni e 6 mesi), Gaspare Ribaudo a 7 anni e 4 mesi (richiesta 10 anni e 8 mesi), Emanuele Cannata a 7 anni e 6 mesi (richiesta 9 anni e 6 mesi), Francesco Fazio a 8 mesi (richiesta 9 anni e 6 mesi), e Davide Ribaudo a 1 anno (contro una richiesta di 9 anni e 6 mesi).

Le assoluzioni

Tuttavia, il tribunale ha anche emesso quattro assoluzioni. Giovanni Catalano, per il quale erano stati chiesti 11 anni e 4 mesi di carcere, Ferdinando Davì (richiesta di 9 anni e 6 mesi), Antonio Ribaudo (richiesta di 10 anni), e Emanuele Rughoo Tejo (richiesta di 9 anni e 6 mesi) sono stati assolti.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, mentre nel corso del dibattimento si sono alternati i sostituti procuratori Giorgia Spiri e Gaspare Spedale.

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