PALERMO – In una giornata in cui vengono commemorati il settantesimo compleanno di Peppino Impastato e i 34 anni dalla morte di Giuseppe Fava, viene riaperta dalla procura di Palermo l’inchiesta sull’omicidio, accaduto 38 anni fa, di Piersanti Mattarella, all’epoca presidente della Regione Sicilia e fratello dell’attuale capo dello Stato Sergio.
Nell’ambito del difficile lavoro svolto dai pm capitanati dal procuratore Francesco Lo Voi, acquista particolare rilevanza il ritrovamento della targa di un’auto, all’interno della quale viaggiavano gli autori dell’omicidio. Dopo essere stata rubata, sarebbe stata divisa in due dagli autori del furto.
Una parte di essa fu trovata in un covo dell’organizzazione neofascista. Proprio questa pista continua a non convincere gli investigatori, in quanto nel 1982, quando erano trascorsi poco meno di tre anni dall’omicidio, furono ritrovato due targhe spezzate in due in un centro di ritrovo mussoliniano.
Il primo pezzo riportava solo la sigla PA, mentre il secondo mostrava PA 563091, stessi numeri ancora in mano agli assassini, che ne avevano rubata una per la loro Fiat 127, auto con cui commisero il delitto. Delle indagini se ne sta occupando la Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo siciliano.