PALERMO – “La morte di Totò Riina costituisce paradossalmente un ulteriore elemento attuale di forza“. Sono queste le parole utilizzate dal presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, per descrivere il momento che sta vivendo Cosa nostra nella relazione conclusiva approvata nei giorni scorsi e presentata oggi a Roma.
Il quadro che ne viene fuori dipinge la mafia siciliana come “vitale in ciascuna provincia siciliana; in questi anni l’organizzazione ha mantenuto il controllo del territorio e gode ancora di ampio consenso, ed esercita tuttora largamente la sua capacità di intimidazione alla quale ancora corrisponde, di converso, il silenzio delle vittime“.
In merito alla morte del “capo dei capi”, Bindi aggiunge: “Cosa nostra è libera di ridarsi un organismo decisionale centrale, e quindi una strategia comune, finora ostacolata dall’esistenza di un capo che, in carcere a vita al 41-bis, né poteva comandare, né poteva essere sostituito. Andrà perciò attentamente monitorata la fase di transizione che si è formalmente aperta e che probabilmente subirà un’accelerazione a breve“.
Secondo la relazione, inoltre l’organizzazione, “nonostante l’azione incessante delle forze dell’ordine e della magistratura, mostra una straordinaria capacità di rigenerazione“.



